Quello che non hanno pagato i Rolling Stones per "affittare" il Circo Massimo, ora rischia di doverlo risarcire il vice capo di Gabinetto del Comune di Roma. La Procura della Corte dei conti del Lazio ha citato in giudizio Vincenzo Vastola per sentirlo condannare al pagamento di 195.231 euro. Sarebbe questa la cifra che la celebre band britannica avrebbe dovuto sborsare per esibirsi nell’arena ai piedi dei colli Aventino e Palatino lo scorso 22 giugno. Invece, l’amministrazione comunale ha chiesto e incassato da Mick Jagger e company solo 7.934 euro per occupare un’area vasta circa 73 mila metri quadrati, sottoposta al vincolo archeologico. Secondo le contestazioni mosse dal pm contabile Guido Patti, il dirigente non ha applicato correttamente la normativa in materia, procurando un danno erariale alle casse del Comune. Il prezzo per l’affitto del Circo Massimo, infatti, è stato calcolato come se fosse una semplice occupazione di suolo pubblico. In realtà si sarebbe trattato di uso temporaneo del bene culturale. Il codice dei beni culturali, approvato il 22 gennaio 2004, prevede che, in questi casi, il canone della concessione del bene sia pari al 3% degli introiti che fruttano al privato. Considerato che i Rolling Stones hanno incassato più di 6 milioni di euro, solo dalla vendita dei biglietti, l'amministrazione comunale (nella persona del vice capo di gabinetto) avrebbe dovuto pretendere il pagamento di circa 200 mila euro. Invece ne ha chiesti meno di 8 mila. A beneficiarne il gruppo rock, abituato a sborsare cifre con due zeri in più per suonare nelle altre capitali europee. Basti pensare che a Parigi, dieci giorni prima della data romana, la band di Mick Jagger aveva sborsato 900 mila euro per prendere in affitto lo Stade de France. A luglio dello scorso anno aveva pagato circa 300 mila euro per esibirsi all'interno dell’Hyde Park di Londra. A differenza di altri enti territoriali il Comune di Roma sembra non abbia mai applicato, dal 2004 a oggi, i canoni per la concessione d’uso del bene culturale. Quando alla vigilia dell'esibizione dei Rolling Stones scoppiò la polemica sulla «svendita» del Circo Massimo, il sindaco Marino si difese spiegando che la sua Giunta il 30 aprile aveva votato l’aumento delle tasse per l'occupazione di suolo pubblico, «correggendo un errore storico della città». In effetti, lo scorso luglio, l’Assemblea capitolina ha approvato la delibera che ha alzato del 25% i costi per l'occupazione delle piazze del centro storico. I primi a «pagare dazio» sono stati quelli del Movimento 5 Stelle, per la manifestazione organizzata al Circo Massimo dal 10 al 12 ottobre. In quel caso, però, si trattava realmente di occupazione di suolo pubblico, perché l'evento non inibiva al pubblico la fruizione dell'arena. Per il concerto dei Rolling Stones, invece, l'intera area era stata recintata, nei giorni prima dell'esibizione a causa dei lavori di costruzione del palco e il 22 giugno perché era possibile accedere solo previo pagamento del biglietto. Ora sta ai giudici della Corte dei conti stabilire se c'è stato un danno erariale e se il vice capo di gabinetto Vastola ne è responsabile.
Sull’affitto «ridicolo» agli Stones la Corte dei conti batte cassa
Concerto al Circo Massimo, Campidoglio nei guai. I giudici contabili citano per danni il Comune.
