«La prossima fine di questo anno e l’imminente conclusione del mio mandato presidenziale, inevitabilmente ci portano a svolgere alcune considerazione sul periodo complesso e travagliato che stanno attraversando l’Italia, l’Europa e il mondo», una frase che sembra buttata lì, quella del presidente Napolitano, che invece ricorda al litigioso universo politico italiano che gli equilibri cosmici raggiunti con il suo secondo mandato, stanno per essere sottoposti ad uno scossone, ma devono, comunque, continuare a sussistere. Re Giorgio, come più volte è stato chiamato dalla stampa (e non solo) ha caricato la sveglia, che ora deve solo suonare. Non si conosce ancora la data esatta, ma sarà presto. Non domani, ma nemmeno a primavera. Terminato il semestre europeo (31 dicembre) ogni momento è buono. Quella del governo è «un’opera difficile e non priva di incognite», ha spiegato Napolitano. «Ma vi potevano essere alternative per chi, come noi, crede nelle potenzialità di questo Paese, nel ruolo che deve rivestire in Europa, negli ideali che vuole portare e nella missione di pace che vuole svolgere nel mondo?». È in atto un «ampio e coraggioso sforzo» per «eliminare alcuni nodi e correggere mali antichi che hanno negli ultimi decenni frenato lo sviluppo del Paese e sbilanciato la struttura stessa della società italiana e del suo sistema politico e rappresentativo». La considerazione da fare, in termini di politica internazionale, è che l’Italia ha un governo che deve rassicurare i partner europei e non solo. Da lontano, impegnato in un vertice dell’Ue, il premier Renzi raccoglie la palla e guarda avanti. Il Parlamento eleggerà il successore di Giorgio Napolitano al Quirinale «nei tempi stabiliti», assicura. «L'Italia - aggiunge - quando dovrà fare i conti con la sostituzione del presidente della Repubblica, non avrà alcun tipo di problema, perché credo che il Parlamento abbia imparato la lezione dell’aprile del 2013».
Re Giorgio allo scoperto «Dimissioni imminenti»
Il Quirinale blinda il governo: «Nessuna alternativa» Renzi sulla successione: «Non ci saranno problemi» LEGGI ANCHE Al Colle ci toccherà un Euroburocrate
