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Questo è un Paese per vecchi

Si vive di più, si nasce di meno. Ecco la relazione di 650 pagine presentata dal Ministero

Gli italiani sono tra i più longevi in Europa: la speranza di vita è di 79,6 anni per gli uomini e 84,4 per le donne. Sono tuttavia in aumento gli anziani: nel 2013 gli over 65 hanno superato il 21% della popolazione. La mortalità infantile è diminuita, così come di contro la natalità di circa il 10%. Elevata la sedentarietà, anche tra i bambini dove i dati preoccupanti riguardano soprattutto il sovrappeso. Questa è solo una parte del quadro emerso ieri dalla Relazione sullo Stato sanitario del Paese 2012-2013 presentata al ministero della Salute alla presenza di Vito De Filippo, sottosegretario di Stato alla Salute. Dalla fotografia, redatta da oltre quattrocento autori, emerge inoltre che le tre cause di morte principali in Italia sono dovute a malattie circolatorie, tumori e patologie respiratorie. Nel nostro Paese non mancano poi i vizi, anche se il fumo è in calo. Le donne sono le più dipendenti dall’alcool. Il gioco d’azzardo coinvolge, invece, più della metà della popolazione, anche se a livello patologico riguarda poco più del 2%. Dalla relazione emerge un quadro preciso su prevenzione, assistenza e cure primarie, senza tralasciare i numeri relativi alle strutture sanitarie e a chi opera nel settore. Non mancano infine i costi. Un esempio: nel 2012 la spesa farmaceutica pubblica e privata è stata pari a 25,5 miliardi di euro. Per De Filippo si tratta di «un documento importante da inviare a tutti coloro che decidono in termini di sanità nella nostra Nazione». Il sottosegretario di Stato alla Salute ironizza riferendosi al numero di pagine della relazione (ossia 642): «Andrebbe sfogliata con attenzione e inviata insieme a una lettera di accompagnamento come invito alla lettura». Si sofferma poi sull’importanza delle decisioni prese quest’anno: «Dal Patto per la salute alla legge di stabilità che offrono una base finanziaria per i prossimi tre anni». La relazione è stata presentata ieri dal direttore generale delle professioni sanitarie del ministero, Rossana Ugenti, dal direttore dell’ufficio di Statistica del ministero, Cristina Tamburini, e da Giovanni Simonetti, professore di Radiodiagnostica dell’università Tor Vergata. All’unisono hanno sottolineato quanto la relazione sia in grado di «dare elementi che consentono di conoscere il Paese e capire in che modo rispondere ai bisogni degli italiani».

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