Politica

Fitto-Silvio verso un’altra sfida

Berlusconi cede a Renzi sull'Italicum, l'europarlamentare raduna i suoi

Ancora una volta è tanto rumore per nulla. Forza Italia si agita, prova a smarcarsi sulla legge elettorale ma alla fine cede ancora una volta a Renzi. «Sui tempi l’intesa con FI c’è sempre» garantisce in mattinata Maria Elena Boschi, «il calendario prevede che l’8 gennaio saremo in Aula alla Camera con la riforma costituzionale e contemporaneamente al Senato procediamo con la legge elettorale». Che si andasse verso un esito di questo tipo i deputati azzurri lo avevano capito già nella serata di mercoledì, quando durante la cena degli auguri da Checco allo Scapicollo Berlusconi aveva ribadito che «siamo all’opposizione di questo governo ma voteremo le riforme». E tutte le scaramucce della giornata erano state derubricate a iniziative personali di alcuni esponenti più realisti del re, Brunetta in primis. Si racconta che ad ammorbidire le posizioni sia stato soprattutto l’accordo trovato con Renzi sull’«identikit» del prossimo presidente della Repubblica. Un politico che non indossi la «casacca» del Pd, «low profile» ma affidabile e allo stesso tempo autorevole, preferibilmente che abbia smesso l’attività parlamentare. E così, col via libera azzurro, oggi la legge elettorale sarà incardinata nell’Aula del Senato senza il voto della commissione, anche se per la discussione se ne parlerà alla ripresa il 7 gennaio, e nel provvedimento sarà inserita la clausola di salvaguardia dell’entrata in vigore non prima del settembre 2016. Resta il problema di come far digerire al partito un pacchetto di riforme che da più parti viene disconosciuto. «Non sono le nostre riforme» spiega Daniele Capezzone, «perché il Senato doveva essere abolito e invece per come è stato congegnato diventerà un pasticcio peggiore di quello fatto sulle Province. E non c’è il presidenzialismo». Proprio Capezzone era tra i circa quaranta parlamentari che hanno partecipato a un «vertice» con Raffaele Fitto appena tornato da Bruxelles. Si è fatto il punto sulle prossime iniziative da prendere e su quanto lo stesso europarlamentare pugliese dirà a Berlusconi lunedì ad Arcore, quando il Cav ospiterà a pranzo tutta la pattuglia di Strasburgo per gli auguri di Natale. Più che la tavola, però, il terreno di sfida sarà il Parlamento, dove agguati vari potrebbero verificarsi tanto sulle riforme che sull’elezione del Capo dello Stato. Fitto, da parte sua, respinge le accuse di chi lo vedrebbe impegnato in manovre sotterranee. «Quello che penso lo dico in faccia» ripete. Ma è evidente il malumore dopo l’ultimo incidente, con l’invito di Matteoli a candidarsi governatore pugliese. «In mattina Raffaele aveva scritto un comunicato "alto" sul modo per rilanciare il partito - spiega ancora Capezzone - nel pomeriggio ne arriva uno basato su basse strategie di bottega. La differenza era evidente...».

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