Politica

Marò, l’Italia protesta. Ma non troppo

Gentiloni annuncia il ritiro dell’ambasciatore. «Però non è una rottura». Gli indiani prendono alla sprovvista l’esecutivo a caccia di nuove soluzioni

L’Italia fa la voce grossa, ma non troppo. Arrivati con il «caso marò» a quasi tre anni di calvario giudiziario dei due militari Girone e Latorre, colpevoli solo di aver fatto il loro dovere di militari e di italiani, il governo di Roma decide di puntare i piedi e di ritirare l’ambasciatore. Ma non è una protesta e nemmeno una vera e propria rottura dei rapporti diplomatici. «Il fatto che dopo 3 anni di ritardi e rinvio la Corte Suprema indiana abbia respinto anche questa richiesta umanitaria è davvero grave, per questo il Governo ha deciso di richiamare per consultazione urgenti il nostro ambasciatore a Nuova Delhi»: così il ministro per gli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, ha risposto ieri in aula alla Camera al question time, sulla vicenda dei due marò. «L’impegno del Governo - ha continuato - è totale, stiamo considerando i passi successivi, incluso l’arbitrato internazionale su cui prenderemo una decisione nei prossimi giorni. Il Governo informerà in modo continuo il Parlamento sull’evoluzione di una questione che non riguarda solo il Governo ma il Paese». Poi, però il responsabile della Farnesina ammorbidisce i toni: «non si tratta di rottura delle relazioni diplomatiche», ha spiegato Gentiloni, l’Italia «si riserva tutti i passi necessari» nei confronti delle autorità indiane. Non si tratta perciò di una decisione «drastica», quanto più una preparazione in vista di ulteriori interventi. Quello che è certo è che «quei contatti diplomatici» ai quali il governo Renzi aveva affidato le speranze di soluzione si sono scontrati contro il quadrato fatto da giudici e politici indiani. Che vogliono il controllo totale della situazione, contro le leggi internazionali. Sull'arbitrato internazionale «prenderemo una decisione nei prossimi giorni - ha aggiunto il ministro degli Esteri - la decisione presa alla Corte suprema indiana è grave, anche perché si trattava di richieste di natura evidentemente umanitaria - ha ribadito Gentiloni - la richiesta per il fuciliere Latorre di poter continuare a svolgere in Italia le cure a cui è sottoposto e la richiesta per il fuciliere Girone di poter trascorrere un breve periodo di tempo, anche in occasione delle vacanze, in Italia». Il ministro della Difesa Pinotti ha voluto sottolineare che «le attuali condizioni di Massimiliano Latorre non possono consentire la sua partenza dall’Italia», dove era rientrato dall’India a metà settembre in seguito a un ictus. «Non è né un atto di sfida né una volontà di scontro, ma una serena e ferma presa d’atto di una situazione», ha spiegato la Pinotti. Il governo italiano, ha assicurato, considera «una priorità» il pieno recupero fisico di Latorre e non sarà fatto «nulla per mettere a rischio le sue condizioni». Gentiloni ha anche aggiunto che la situazione dell’altro fuciliere detenuto in India, Girone, è «motivo di angosciosa preoccupazione» in Italia, «anche nel suo caso dal punto di vista delle ripercussioni mediche» di questo caso. Il titolare della Farnesina ha però precisato che il richiamo dell’ambasciatore per consultazioni «non è la rottura dei rapporti diplomatici con un Paese, perché abbiamo bisogno di mantenere dei contatti diplomatici». «Il richiamo - ha spiegato il responsabile del dicastero - è l’espressione di un malessere e la necessità di concordare alcuni passi con il proprio rappresentante diplomatico, che poi sono i passi di cui stiamo parlando». Sta intanto registrando consensi la proposta del presidente della Commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, che ha chiesto al governo di «istituire una cabina di regia che includa rappresentanti di opposizione per coordinare le iniziative sui Marò». La proposta è «ragionevole», ha commentato Gentiloni, mentre Pinotti l’ha definita «seria». «Sicuramente - ha assicurato la titolare della Difesa - troveremo le modalità affinché possa essere il più costruttiva possibile per una soluzione che tutti auspichiamo». Altre strade, al momento, non se ne vedono.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.