Politica

Cirielli: «Così Girone diventa un ostaggio»

Il deputato di Fratelli d'Italia: «Monti risponda di alto tradimento. Ora è impossibile un blitz delle forze speciali»

«Latorre è malato, è giusto che resti in Italia. Ma così Girone diventa un ostaggio»: Edmondo Cirielli, onorevole di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, punta il dito contro le responsabilità del governo Monti e contro l’attuale, che ha fatto poco o niente. E l’idea della Lega di andarsi a riprendere Girone con un blitz delle forze speciali «oggi è assolutamente inattuabile». Onorevole Edmondo Cirielli, come giudica l’operato dell’attuale governo nel caso marò? «Bisogna distinguere all’interno dell’esecutivo: ci sono responsabilità gravi del presidente del Consiglio, che, nella fretta di insediarsi disse "farò di tutto", ma in realtà non ha fatto niente, negli ultimi mesi ha voluto prendere la questione in mano direttamente, sconfessando la linea della Pinotti, della Mogherini e anche quella del ministro Gentiloni, sostenendo che l’arbitrato è una linea di frattura con il governo indiano e che lui avrebbe risolto con le sue taumaturgiche capacità diplomatiche». Il risultato? «Un’altra figuraccia, che ci espone ulteriormente. Siamo sempre sulla difensiva, perché avendo atteso questa decisione giurisdizionale dell’India, indirettamente accettiamo la loro linea. Mentre invece tutti sanno che viola il diritto internazionale. La responsabilità è del presidente del Consiglio, perché, onestamente, devo dire che Gentiloni è l’unico ministro degli Esteri che, negli ultimi tre anni, ha aperto il suo mandato dicendo che per lui la vicenda è centrale. La Bonino non ne parlò neanche». Quale deve essere la linea? «Di certo non andare a pietire con il cappello in mano, ma fare azioni previste dal diritto internazionale: l’arbitrato è una procedura lunga, ma serve a denunciare il comportamento piratesco dell’India. Poi c’è l’azione verso i propri alleati, dobbiamo dire chiaramente alla Nato, all’Unione Europea e agli Stati Uniti che non siamo più disposti a spendere soldi e a rischiare la vita dei nostri uomini se manca la solidarietà. Non può essere solo un problema dell’Italia: dovremmo ritirare subito le nostre truppe impegnate in missioni internazionali, almeno quelle impegnate nell’Oceano Indiano. E poi l’Onu, noi siamo tra i primi dieci finanziatori, ha l’obbligo di occuparsi di questa vicenda che mette in pericolo la pace. L’Italia è un Paese giustamente pacifico, non ha nessuna intenzione di fare la guerra all’India, anche perché la perderebbe, ma se tutto questo fosse capitato ad un altro Paese, le cose sarebbero potute andare diversamente». Come giudica l’atteggiamento degli indiani? «L’India sta violando le sue stesse leggi, c’era, prima, un problema politico, tra Sonia Gandhi, che è italiana, e Modi, che ora a vinto, ma chiaramente oggi l’India non vuole fare marcia indietro, perché difende la sua dignità nazionale. Non vogliono dire che hanno violato il diritto internazionale, ma dobbiamo affermarlo noi». Le responsabilità del governo Monti? «Aver rimandato senza il processo di estradizione dei nostri militari in India, con la minaccia della pena di morte; poi la mancata azione della magistratura italiana, che avrebbe dovuto impedire ai marò di lasciare l’Italia, la mancata tutela della dignità nazionale da parte del presidente del Consiglio Monti: sono tutte cose che prevedono un accertamento sul ruolo del presidente del Consiglio, che deve rispettare la Costituzione. A mia firma è stata chiesta una commissione d’inchiesta, che accerti come sono andati i fatti». È d’accordo nel non far rientrare Latorre? «È una decisione molto difficile: per il bene della sua salute sarebbe opportuno, dal punto di vista della pressione internazionale e per l’elevamento del livello dello scontro è una buona mossa, ma non dimentichiamo che c’è un ostaggio. Perché oggi, purtroppo Girone è un ostaggio». Cosa potrebbe accadergli? «Gli indiani si sono comportati da prepotenti, potrebbero revocargli la libertà condizionale, costringerlo a rimanere all’interno dell’ambasciata. Non voglio credere che arriverebbero a fare un blitz per arrestarlo. Però può accadere di tutto, quello dell’India è stato un atto di pirateria internazionale, non sarà facile per il governo decidere. E può anche darsi che Latorre sia umanamente spinto a rientrare, per non lasciare solo il suo collega». La Lega propone un blitz con le forze speciali per riportare Girone in Italia. «Queste cose vanno fatte in modo tempestivo e segreto, non annunciate. Nell’immediatezza, nel giro di poche ore le forze speciali avrebbero potuto fare un’azione nel Kerala. La proposta della Lega sul piano emotivo potrebbe avere valore, purtroppo noi oggi non avremmo l’organizzazione logistica e militare per farlo, l’Italia non è uno Stato che investe in difesa, sicurezza, intelligence. Ma probabilmente oggi, a distanza di tre anni, essendoci probabilmente un apparato di sicurezza che controlla la situazione, nemmeno gli Stati Uniti sarebbero in grado di farlo».

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