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La strategia del nulla

di Giorgia Meloni

Un giorno nero per l’Italia. L’India ha respinto l’istanza di Salvatore Girone di trascorrere a casa il Natale, nonostante i figli soffrano di disturbo post-traumatico a causa della sua assenza, e ha concesso a Massimiliano Latorre tre giorni di proroga per curarsi in Italia dopo l’ictus. Questa è la prova di quali siano i termini del famoso «dialogo costruttivo e rispettoso» con l’India perseguito dai governi Monti, Letta e Renzi: farsi deridere da Nuova Delhi mentre l’Unione Europea, la Nato e l’Onu fanno finta di niente. Il tutto mentre Renzi guida il semestre di presidenza europeo e la Mogherini siede sulla poltrona di Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue. Per risolvere la vicenda l’Italia avrebbe dovuto coinvolgere subito le organizzazioni internazionali di cui fa parte e pretendere da loro una posizione netta. Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale lo aveva chiesto fin dall’inizio. L’Italia non ha neppure avviato il processo di internazionalizzazione del caso. Finora gli Esecutivi hanno solo distribuito soldi e mazzette, (il risarcimento alle famiglie dei pescatori e i milioni pagati agli avvocati indiani). Renzi chieda la convocazione del Consiglio della Nato e dica che se i due marò non torneranno subito a casa l’Italia ritirerà tutti i suoi contingenti dalle missioni internazionali. E se non avrà il coraggio di farlo, si proponga al posto di Latorre e Girone, perché non abbiamo bisogno dell’ennesimo Presidente del Consiglio eunuco, come lo sono stati Monti e Letta. Il momento dei «toni bassi» è finito. I marò devono tornare a casa: in gioco non c’è solo la loro vita ma la dignità dell’Italia intera.

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