Renzi chiama, il MoVimento 5 Stelle risponde. A base di insulti, sostanzialmente, ma anche con l’improvviso addio a Grillo del deputato Tommaso Currò, che vota sì alle comunicazioni del premier sul Consiglio Europeo di domani e venerdì e lascia contemporaneamente il MoVimento. E mentre i suoi ex colleghi lo ricoprono d’insulti, Renzi gongola: «Ho fatto una apertura ed è stata capita». È questo il dato più indicativo della giornata del premier, impegnato in un discorso accolto dal Parlamento con tantissimi seggi vuoti. Renzi vi si è presentato all’indomani dell’incontro con Romano Prodi, un vertice nel quale in tanti hanno visto un tentativo di riavvicinamento al Prof con vista sulla corsa al Quirinale. Ed è su quel canovaccio che il leader del Pd si è mosso anche ieri. Se Forza Italia minaccia strappi su Italicum e riforme istituzionali, Renzi è pronto a forzare l’elezione del successore di Napolitano basandosi solo sui suoi numeri parlamentari, magari anche contanto sulle fuoriuscite del M5S. D’altronde, le sue parole sono state chiare. Nel corso di una relazione che avrebbe dovuto toccare solo temi europei, improvvisa è arrivata la mano tesa ai grillini: «Abbiamo bisogno anche di voi - ha detto il premier - ne ha bisogno questo Parlamento che non può vedere costantemente buttata via una forza politica importante che ha preso milioni di voti, in una discussione interna e sterile con cui continuerete a perdere deputati e senatori». E così, mentre dai banchi a 5 Stelle si alzavano strali nei confronti del premier, Currò ha chiesto la parola in dissenso dal gruppo. E ha pronunciato un discorso che è stato musica per le orecchie del Pd. «C’è chi intende migliorare le regole per l'Europa e chi fa alleanze con la destra di Farage. Con il 25% del consenso dovevamo contribuire a far sì che l’Italia contrastasse la crisi, ma abbiamo utilizzato l’alibi del 51% per una condotta del tutto omissiva. Condivido il tentativo di rinnovamento della maggioranza. Nel comunicare il mio voto favorevole alla risoluzione annuncio la mia uscita dolorosa dal Movimento 5 stelle non più evitabile». L’episodio ha scatenato la rabbia di tutti i pentastellati «ortodossi». Anche perché erano in tanti, anche nel Pd, a sapere in anticipo delle intenzioni di Currò. La scena a Montecitorio, insomma, sembrava un teatrino preparato a freddo. E la tensione si scaricava al Senato, dove Renzi e i 5 Stelle si scontravano nuovamente. Il premier dedicava un passaggio della sua relazione agli oltre 120 bambini uccisi in Pakistan dai talebani. I grillini lo hanno contestato invitandolo a «pensare ai bambini italiani». Renzi ha risposto alzando i toni: «Ma come potete, davanti a una tragedia simile? Abbiate rispetto almeno per i bambini. Ma come si fa? Un po’ di dignità». Scaramucce che non nascondono il travaglio interno al movimento di Grillo. «L’uscita di Currò? È solo l’inizio» commenta scuro in volto il deputato Angelo Tofalo. Per i cosiddetti «falchi» è una certezza che i cosiddetti dissidenti siano una «squadra» organizzata e ascoltino da tempo le sirene di Matteo Renzi. Una convinzione che si è fatta spazio nel tempo ma che è diventata più concreta dopo la telefonata, intercettata da una telecamera e rimbalzata in tv, del presidente del Consiglio a Massimo Artini, il deputato espulso nelle settimane scorse dalle file grilline. Sarebbero una decina di senatori e addirittura 20 deputati quelli pronti a strappare. Anche se, riferisce l’AdnKronos, un parlamentare vicino a Beppe Grillo ha raccontato che il leader sarebbe addirittura «sollevato» per l’addio di Currò e per gli altri che arriveranno, «La slavina ha il merito di mettere in sicurezza la montagna» avrebbe detto l’ex comico. Ma se Currò sembra destinato a finire tra le file del Pd, gli altri «scontenti» propenderebbero per creare un gruppo proprio e provare a condizionare la corsa al Colle. Con massima soddisfazione di Renzi, che spera di usarli per puntare una pistola contro Forza Italia.
E Matteo «scongela» un altro grillino
Il premier: «Basta insulti, c’è bisogno di voi». Currò «ubbidisce» e lascia il MoVimento
