La bocciatura dei giochi olimpici in quel famoso 14 febbraio 2002 voluta dall’allora premier Mario Monti ebbe uno dei suoi più grandi sostenitori in Pietro Mennea il pluricampione che ci ha lasciato il 21 marzo dello scorso anno; l’uomo che ci aveva fatto sognare alle olimpiadi di Mosca del 1980. All’annuncio di Monti si mostro subito di essere al suo fianco e disse:«Mi sento di dire a Monti grazie, grazie, grazie con questa decisione ha evitato a milioni di italiani di accollarsi un’onere indefinito». Per l’ex atleta la candidatura era una vera e propria forzatura, in netto contrasto con la difficile situazione economica che in nostro paese stava vivendo. «Le olimpiadi non scadono mai, la candidatura si può riproporre tra qualche anno». Per Mennea, quel «no» del governo alla candidatura olimpica non rappresentò una sconfitta per il mondo dello sport, anzi. «Con questa decisione Monti ha dato una mano allo sport italiano dimostrando che ci sono cose più importanti dei valori olimpici. E lo dice uno come me che ha partecipato a cinque olimpiadi che ha sempre creduto nei veri valori olimpici ma oggi ci sono cose più importanti. Il Paese vive una grandissima crisi economica, dobbiamo pensare alle cose più importanti e per questo ribadisco il mio grazie, grazie, grazie a Monti a nome di milioni di italiani. Non esiste solo l'affarismo e questa decisione può influenzare positivamente i mercati. Se ci fossimo candidati le società di rating ci avrebbero fatti neri. Il default della Grecia ha origine proprio dalle olimpiadi del 2004»,- spiegò Mennea in quell’occasione.- «l’Italia ha un debito pubblico più alto di quello della Grecia. Monti ha studiato molto bene il dossier. Quella è una cambiale spaventosa. Quella di Monti è una decisione di grande serietà e dimostra che esiste un'Italia che rinuncia alle olimpiadi e che fa capire che ci sono cose più importanti per il Paese». Il campione conosciuto come la «Freccia del Sud» poi entrò meglio nel dettaglio spiegando «Ma come si fa a parlare di Giochi a costo zero? Come si fa a sostenere una balla così colossale? Non esistono Giochi a costo zero e guardi che non lo dico io, ma lo dice la storia delle Olimpiadi moderne, lo dicono i dati, i numeri, le cifre raccolte da fonti ufficiali e tutte inserite nel libro. Le vere priorità del Paese sono altre, lo sappiamo tutti. Risanare i conti, far ripartire l'economia, aiutare le categorie più deboli. Altro che Olimpiadi». Di tutto questo in realtà è stato fatto ben poco, ora c’è però una ventata di ottimismo e la voglia di far ripartire il Paese.
Quel «no» olimpico di Mennea
L’uomo del record di Mosca sostenne il passo indietro di Monti