Politica

Bersani col mal di schiena. Anche D’Alema non c’è

Più che le presenze, fanno rumore le assenze. Pesanti. Pesantissime: Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani. Fuori dall’hotel Parco di Principi, prima di un’Assemblea nazionale che si preannuncia...

Più che le presenze, fanno rumore le assenze. Pesanti. Pesantissime: Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani. Fuori dall’hotel Parco di Principi, prima di un’Assemblea nazionale che si preannuncia essere un redde rationem - che poi non ci sarà - tra maggioranza renziana e minoranza, sfilano i maggiorenti del Pd. I fedelissimi del premier ci sono tutti. Anche l’opposizione è agguerrita. C’è Pippo Civati, che parla apertamente di scissione. Ci sono Stefano Fassina, Alfredo D’Attorre, Francesco Boccia e Rosy Bindi. Il bersaniano Nico Stumpo minimizza: «Scissioni? No... Non credo... Comunque niente che metta a rischio il Pd». Certo le assenze in Assemblea fanno rumore. Bersani dà forfait: fonti parlamentari riferiscono che l’ex segretario Pd è bloccato a casa da un fastidioso mal di schiena. Anche D’Alema non c’è, ma senza «certificato medico» a motivarne l’assenza. I due, nei giorni scorsi, si sono caratterizzati per l’aperta ostilità alla linea di Renzi. Il governo ha il sostegno leale di tutto il Pd ma «deve usarlo per governare» - ha sostenuto Bersani sabato - perché «non si è mai visto che le costituzioni, materia parlamentari, le facciano i governi». E D’Alema, dopo gli alterchi col sottosegretario Delrio, da Bari venerdì in occasione dello sciopero generale ha tuonato: «La situazione del Paese è grave e spero che il governo ascolti le richieste dei lavoratori che chiedono maggiore impegno per lavoro e sviluppo».

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