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Rinviata la stangata sulla prima casa La Tasi (per ora) non aumenta

Il governo schiva all'ultimo il maxi-aumento delle tasse sulla casa: le aliquote Imu e Tasi saranno bloccate anche nel 2015.

Il governo schiva all'ultimo il maxi-aumento delle tasse sulla casa: le aliquote Imu e Tasi saranno bloccate anche nel 2015. Nel pacchetto dei 60 emendamenti presentati dall'esecutivo in commissione Bilancio al Senato, spunta il congelamento l'innalzamento del tetto delle aliquote al 6 per mille possibile a partire da gennaio, prorogando al 2016 gli aumenti previsti dalla manovra dello scorso anno. Un tentativo in extremis di scongiurare gli effetti del pasticcio fiscale nato dal rinvio al 2016 della 'local tax', l'imposta unica che nei progetti del governo, avrebbe dovuto sostituire e accorpare i balzelli comunali - tra cui Tasi ed Imu - a partire dal 2015. La local tax è poi stata posticipata al 2016, ma ha lasciato un buco: il tetto al 2,5% di aliquota della Tasi è in vigore infatti solo per quest'anno, e già da gennaio potrebbe essere innalzato al 6 per mille. Il risultato sarebbe l'ennesima stangata sulle case degli italiani, bersaglio preferito del fisco negli ultimi anni. Dal 2010 al 2014 le imposte ordinarie sulla casa, calcola la Cgia di Mestre, sono cresciute del 104%, passando da 300 a 611 euro in media. E nel frattempo, il valore delle abitazioni degli italiani, sottolinea il centro studi, è sceso del 15%. Il pacchetto di emendamenti del governo interviene in corner anche sul fronte caldo degli enti locali: un emendamento prevede un miliardo alle Regioni per l'allentamento del Patto di stabilità, che conferma anche per il 2015 "il patto verticale incentivato" e che sarà coperto con i fondi del Mef. Liquidità anche alle periferie, con uno stanziamento di 200 milioni tra il prossimo anno e il 2017 per il Piano aree Urbane ed un rifinanziamento da 56 milioni di euro per il 2014 del fondo emergenze nazionali contro il maltempo. Più risorse anche per le scuole: le spese per l'edilizia scolastica, saranno fuori dal patto di stabilità per province e città metropolitane. Lo prevede un emendamento del governo che stanzia per questo obiettivo 100 milioni in due anni. Inoltre, con altri due provvedimenti, si prevedono 130 milioni per il personale addetto alle pulizie delle scuole e 64 milioni di euro per il 2014 per le supplenze brevi. Previsto poi un miliardo in due anni il fondo per la cura dell'epatite C con il nuovo superfarmaco. Altri 50 milioni di euro finanzieranno invece il servizio civile. La stessa cifra è destinata ai lavoratori esposti all'amianto negli stabilimenti di Avellino, Casale Monferrato e Bagnoli. Nuove risorse in arrivo anche per Italia Lavoro (12 milioni di euro) e l'Istituto italiano di tecnologia di Genova (6 miliondi). Nel caso dell'Itt, metà dello stanziamento deriva dal recupero di vecchi tagli. Novità importanti anche per la tassazione dei macchinari delle imprese: gli imbullonati - chiarisce un emendamento dell'esecutivo - sono esclusi dal calcolo della rendita catastale, mentre gli agricoli si prevede una proroga a gennaio dei pagamenti dell'Imu. Il Governo frena anche sul canone, bloccato anche per il 2015 alla quota di quest'anno e sul prelievo erariale unico - il cosiddetto Preu - previsto dalla manovra sulle vincite in denaro da giochi. Un emendamento riduce anche l'aggio previsto per i concessionari, un taglio che dovrebbe garantire 380 milioni di maggiori entrate a partire dal 2015. Si anticipa anche l'avvio della gara per la concessione del Lotto, prevista per il 2016 ma ora spostata al prossimo anno, dando modo al governo di recuperare maggiori entrate per 750 milioni in 4 anni. Sul piano della spending review, arriva l'election day per le elezioni amministrative e regionali del prossimo anno. "Per il 2015 - spiega la relazione tecnica - sarebbe possibile accorpare in un turno elettorale unico le elezioni locali e quelle dei sei consigli regionali da rinnovare". Altre risorse - 96 milioni- dall'incremento dell'IVA sui pellet di legno che passa dal 10 al 22%. Il pacchetto degli emendamenti del governo sarà all'esame della commissione solo a partire da lunedì, quando è fissato anche il termine per i subemendamenti. Saranno probabili, però, importanti modifiche: le proposte di modifica presentate, ha spiegato a margine dei lavori il sottosegretario al ministero dell'Economia, Pier Paolo Baretta affrontano "una serie di problemi generali", sui cui però il Governo si rimette alla commissione: "quando incontreremo le proposte parlamentari sulle stesse materie, faremo un passo indietro".

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