Le sorprese e gli shock che l’inchiesta su mafia capitale è destinata a scodellare non sono finiti, dalla valanga di carte in mano alla procura di Roma e dal chilometrico registro degli indagati adesso parrebbe saltar fuori anche il nome del parente strettissimo di un parlamentare italiano. È un’indiscrezione, da prendere con le pinze, ma sussurra che tra gli oltre cento nomi sotto inchiesta (molti ancora ignoti) figurino anche due imprenditori, abbastanza conosciuti a Roma, che negli anni della giunta Alemanno hanno preso dal Campidoglio diversi appalti di un certo valore. Sono accusati di corruzione, e uno di loro è legato da uno strettissimo rapporto di parentela a un deputato del Parlamento italiano, ufficialmente non indagato. Dopo la caccia grossa in Campidoglio, la procura mira ad altri e più importanti palazzi delle istituzioni? Il procuratore capo di Roma Pignatone ha annunciato altre operazioni - leggi arresti e perquisizioni - a brevissimo termine. La traccia che porta a Montecitorio è stata anticipata ieri sera dal tg di La7, si attende adesso di verificare gli eventuali e concreti sviluppi. Passano i giorni e i ruoli si definiscono meglio: appare ben delineata la consistenza di Buzzi, il fondatore della cooperativa 29 giugno. I dialoghi colti dalle microspie restituiscono un uomo impegnato a gestire e a far fruttare la montagna di soldi ricavati dagli appalti.
Spunta il deputato parente dell’imprenditore
Le sorprese e gli shock che l’inchiesta su mafia capitale è destinata a scodellare non sono finiti, dalla valanga di carte in mano alla procura di Roma e dal chilometrico registro degli indagati...