Politica

Renzi: «Adesso restituite il maltolto»

Via libera del Consiglio dei ministri alle nuove norme: «Più difficile evitare il carcere»

Arriva il pacchetto anticorruzione. Le norme saranno irrobustite, le pene più severe e la confisca più facile. Sono queste le principali novità partorite dal Consiglio dei ministri numero 41 riunito ieri sera per un’ora circa per discutere, come primo punto all’ordine del giorno, il disegno di legge. «Noi pensiamo che la corruzione è una grande, grande, grande sfida per il nostro Paese», ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi durante la quale ha anche spiegato che non era possibile intervenire per decreto visto che questo strumento per consuetudine è escluso quando si modifica il codice penale. Il premier ha poi aggiunto: «Abbiamo mantenuto l’impegno sul tema delle norme più severe contro la corruzione. La corruzione non si combatte con le norme, è una grande questione educativa e culturale. Noi siamo persone che vanno a testa più che alta su questi temi, ma pensiamo che si debba fare di più sulle norme perché se ci sono patteggiamenti che consentono di non andare in carcere è nostro dovere cambiare le regole del gioco». Il capo del governo ha poi insistito sul fatto che chi viene condannato «deve essere messo nelle condizioni di pagare tutto fino all’ultimo giorno, fino all’ultimo centesimo». Ora, ha aggiunto Renzi, quella data dal governo sulla corruzione «è una risposta seria, speriamo che il Parlamento sia il più veloce possibile». «Pensiamo - ha spiegato Renzi - che debbano anche essere approvate norme più severe. In sintesi, oggi si è discusso di quattro punti che integrano il disegno di legge già esistente che sarà irrobustito da queste norme. Si prevede, tra l’altro, che la pena minima della corruzione propria passi da quattro a sei anni; la massima da otto a dieci». È prevista la «restituzione del maltolto: la confisca diventa più semplice». Per quanto riguarda la prescrizione, che si allunga, Renzi ha spiegato che la nuova norma non si applica al passato. «Vige il principio giuridico del favor rei », ha detto. Le nuove regole sulla prescrizione si approveranno a partire da quando «il testo diventerà legge, mi auguro nel tempo più breve». In consiglio dei ministri c’è stata «piena condivisione da parte di tutti» sul disegno di legge perché era una «discussione fatta ad agosto», ha detto il premier. È stato scelto il ddl, ha spiegato Renzi, perché «non si fa un decreto sulla materia penale, ma si può chiedere al Parlamento di correre e noi lo facciamo». E il fatto che il premier non abbia intenzione di perdere tempo è dimostrato dal fatto che ha subito annunciato: «Siamo disposti a mettere la fiducia se c’è la necessità, anche in questo caso. Auspico che il Parlamento faccia la sua parte, noi ci impegnamo ad accelerare». Ma il presidente del Consiglio ha rivolto anche un appello ai magistrati: «È fondamentale che si arrivi a sentenza il prima possibile, altrimenti sulla corruzione c’è l’indignazione ma poi senza chiarezza su chi è colpevole chi no». Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha sottolineato come le nuove misure sui beni confiscati per i reati di corruzione come quelle previste per le associazioni mafiose. «L’aggressione dei patrimoni fa più paura dela detenzione - ha detto il Guardasigilli - come per la lotta alla mafia è una chiave di volta». Mentre, ha sottolineato ancora Andrea Orlando, per il reato di corruzione «il patteggiamento rimane una via possibile ma non potrà escludere la possibilità della pena detentiva. Aumentando la pena massima, si allunga anche la prescrizione di due anni».

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