Ne ha fatto una filosofia di vita, una bandiera, una battaglia di principio. Parliamo di Maurizio Parodi e della sua guerra ai compiti a casa. Il professore, anzi dirigente scolastico, autore di «Basta compiti! Non è così che si impara» e «Gli adulti sono bambini andati a male» torna alla carica a ridosso delle lunghissime feste di Natale. Il messaggio ai colleghi è chiaro: non date compiti a casa perché sono inutili e dannosi. L’elenco dei no è lungo. I compiti procurano disagio e sofferenze. Scatenano odio per la scuola e senso di inadeguetezza per chi non è molto propenso allo studio. Avvantaggiano quegli alunni che hanno genitori pronti ad aiutarli e sufficientemente istruiti per farlo mentre penalizzano tutti queli che non hanno aiuti. Dunque sono anche moltiplicatori di ingiustizie sociali. Impediscono lo svago, il gioco, lo svolgimento in santa pace di attività sportive e anche il riposo. Sono alienanti perché costringono perfino dopo otto ore di scuola a rimettersi a studiare ecc. ecc. Inoltre i compiti delle vacanze (come quelli di Natale) avrebbero il potere anche di creare tensioni e stress in famiglia, all fine richiedono tempo, energie e impegni sovrumani. Ma siccome la maggior parte dei docenti considerano «uno sciocchezzaio» questo elenco di «no» sostenendo a spada tratta l’utilità dei compiti, soprattutto nelle lunghe feste come quelle di Natale , Parodi invita studenti e genitori a una sorta di «sciopero» dello studio in vacanza suggerendo «il ricorso a misure di protezione del minore, e autodifesa della famiglia, a partire dalla consegna ai docenti di una dichiarazione del diritto alla vacanza». I compiti per le vacanze - spiega Parodi - sono una contraddizione in termini, un assurdo logico, ancor prima che pedagogico, giacché le vacanze sono tali, o dovrebbero esserlo, proprio perché liberano dagli affanni feriali. Nessun'altra categoria di lavoratori accetterebbe di svolgere durante le ferie, compiti professionali imposti». Sulla questione i genitori sono divisi (ma non troppo). Ci sono quelli, come il Coordinamento genitori democratici, totalmente d’accordo con lo «sciopero». E tanti altri, che si confrontano sui blog, che sono invece favorevoli «ma solo se i compiti vengono dati con giudizio» ricordando sempre che comunque si tratta di un periodo di vacanza e di festa. I professori che riempiono di compiti i propri studenti non si faranno certo intimidire dalle minacce di sciopero. «I compiti delle vacanze sono importanti per non staccare definitivamente la spina - spiega un’insegnante di italiano della scuola media - basta farne un pò per volta e non ridursi negli ultimi giorni. Il rientro in classe sarà meno traumatico e soprattutto la ripresa più rapida». Ma quali sono i compiti che proprio i ragazzi non digeriscono? «Non è un problema di qualità ma di quantità - dice la prof - Inzeppare di esercizi di matematica, temi, versioni pagine di storia e geografia da memorizzare non ha molto senso. I ragazzi hanno diritto a svagarsi e soprattutto trascorrere più ore insieme alla famiglia in serenità. Insomma anche qui il giusto sta nel mezzo». Ma davvero i compiti sono inutili e dannosi? «Sicuramente meno di certi programmi televisivi».
Vacanze di Natale, sciopero dei compiti
La crociata di un dirigente scolastico contro lo studio durante le feste Parodi: impedisce lo svago. La replica: serve a non staccare la spina
