Politica

Sciopero generale, Napolitano fa il paciere tra sindacati e governo

Il Capo dello Stato prima di lasciare Torino: «Le esasperazioni non fanno bene al Paese»

In fondo quello del mediatore è il suo ruolo. Giorgio Napolitano è a Torino dove ieri ha incontraro il presidente tedesco Joachim Gauck. Per le vie della città, guidati dal segretario della Cgil Susanna Camusso, sfilano i lavoratori che hanno aderito allo sciopero generale (i primi dati parlano di un'adesione superiore al 70%). E il Capo dello Stato, prima di lasciare la città, non si lascia sfuggire l'occasione di lanciare un messaggio di pace. Lo sciopero, spiega, è «un segno di tensione tra governo e sindacati». «Io non entro, ovviamente, nel merito delle ragioni degli uni o degli altri - prosegue -. Mi auguro che si discutano sia le decisioni già prese, come quella della legge di riforma del mercato del lavoro, sia da prendere, soprattutto per il rilancio dell'economia e dell'occupazione in un contesto europeo, che si trovi la via di una discussione pacata. Naturalmente, poi, il governo ha le sue prerogative e le ha anche il Parlamento. E ha il suo ruolo da svolgere anche il sindacato. È bene che ci sia rispetto reciproco delle prerogative di ciascuno e che non si vada a una esasperazione come quella di cui oggi abbiamo il segno. Non fa bene al Paese».

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