Politica

Perquisizione

Carminati incastrato da una katana giapponese

Una katana lunga un metro, con 60 centimetri di lama. È stata una spada giapponese, il regalo di un amico con lo stesso passato da estremista di destra, a incastrare Massimo Carminati. Lo scorso 30 novembre i carabinieri del Ros hanno fermato per possesso di armi il «Cecato», mentre era alla guida della sua Smart in una stradina di campagna, a nord di Roma. In quella stessa giornata i militari avevano fatto irruzione nella sua abitazione di Sacrofano, in via Monte Cappelletto 11, dove Carminati risiedeva con la compagna Alessia Marini. Nello studio dell’ex estremista nero, sulla cornice del caminetto, è stata trovata una katana, catalogata come «arma bianca». Gliela aveva regalata Lorenzo Cola, ex consulente di Finmeccanica, travolto nell’inchiesta Enav. Lo rivela un’intercettazione del 3 aprile scorso. Marco Iannilli, parlando con Agostino Gaglianone (uno dei 37 arrestati nell’inchiesta Mafia Capitale), gli spiega: «Ci so’ delle leggende metropolitane su Roma, lo chiamavano "Er Samurai", allora il deficiente di Cola gli ha regalato una katana». Il primo dicembre, al civico 18 di via Monte Cappelletto, nella casa di Riccardo Brugia (socio con Carminati), i militari hanno trovato nella legnaia un tombino di plastica scollegato da qualsiasi impianto idrico o elettrico e un contenitore in metallo, nascosto sotto le tegole del forno. Nella stessa perquisizione hanno sequestrato un kit di pulizia per armi nella cassettiera del salone, e un coltello serramanico e un tirapugni occultati nella jeep di Brugia. Di certo non è questo l’arsenale a cui faceva riferimento Riccardo Grilli con gli investigatori: «Se servivano armi Brugia ti dava roba pulita».

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