Politica

La sorella: «È stata lei ma ha un complice»

Sono in molti a sostenere che Veronica Pararello non sia stata lei ad uccidere il piccolo Loris, altri come la sorella pensano che ci sia un complice. Le contraddizioni le indiscrezioni le notize che...

Sono in molti a sostenere che Veronica Pararello non sia stata lei ad uccidere il piccolo Loris, altri come la sorella pensano che ci sia un complice. Le contraddizioni le indiscrezioni le notize che in questi gioni hanno fatto il giro del mondo non hanno chiarito i troppi duubbi. «Continuo a essere convinta che sia stata mia sorella a uccidere Loris, ma non da sola, perchè una madre non puo’ fare tutto quello che è stato fatto al bimbo da sola». Lo ribadisce davanti ai cronisti Antonella Panarello, sorella di Veronica. Secondo la giovane, Veronica «conosceva benissimo la zona del Mulino perchè andava spesso lì a prendere l’acqua con mia madre e lì vicino ha tentato anche il suicidio». Antonella Panarello ha riferito di un secondo telefonino della cui esistenza le ha parlato la sorella, che avrebbe spiegato di averlo nascosto «così bene che nessuno potrà trovarlo. E mi ha detto che nel cellulare sono registrate foto e video di Loris». Il telefonino, che potrebbe contenere tracce di un presunto complice, viene attualmente cercato dagli investigatori che stanno già esaminando una serie di dispositivi informatici. Ma a parlare ieri è stato anche il nonno di Loris, Andrea Stival che sta passando dei giorni tremendi. «Sto soffrendo, come padre e come nonno. I princi pi della nostra famiglia sono saldi, non abbiamo niente a che fare con tutto quello che sta emergendo e con le bugie, se tali saranno, di Veronica Panarello». Ha detto Andrea Stival, manifestando i suoi dubbi sulla mamma accusata di aver ucciso il bambino: «Ho incontrato pochissime volte la famiglia di Veronica, in dieci anni forse solo due volte, e la loro vita familiare è lontana anni luce dalla mia, dalla nostra». In riferimento a notizie di stampa su sue telefonate con familiari del cacciatore che ha ritrovato il corpo di Loris, Andrea Stival afferma: «Non ho mai minacciato nessuno. Non è mia abitudine minacciare la gente e se da quella telefonata è emerso ciò, mi spiace. Molto. Io sono una persona umile -continua il nonno- e, passato questo clamore mediatico che sta nostro malgrado avvolgendo la mia famiglia, speriamo di poter continuare a vivere una esistenza che senza Loris non sarà più la stessa. Loris era il ritratto di suo padre, un bimbo tanto bello quanto dolce. Lo vogliamo riabbracciare, seppur per l’ultima volta. Chi ha sbagliato, chiunque sia, deve pagare. Non si puo’ uccidere un bambino, in quel modo. A maggior ragione se è una persona che avrebbe dovuto difenderlo e non dire bugie sul suo conto. Amo mio figlio ed i miei nipoti. Vorrei fosse un brutto incubo - conclude Andrea Stival - ma temo che tutto ciò sia una realtà tanto brutta da superare qualsiasi finzione». A parlare di Veronica anche la sua insegnante delle medie a dego in provincia di savona dove la donna viveva da bambina ««Era una bambina molto difficile e problematica. Era vivace, ma talvolta aggressiva».

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