Sguardo dritto all'obiettivo, maglia nera su sfondo bianco a voler richiamare un'atmosfera da foto segnaletica, un cartello tenuto dritto con le due mani: «Sono un eversore». Beppe Grillo riattacca la lite con Giorgio Napolitano il quale, l’altro giorno, non lo aveva citato per nome nell’evocare un pericolo eversivo da parte di chi cavalca l'antipolitica. Grillo, invece, il nome del Presidente della Repubblica lo cita espressamente: «Mi viene spontanea una domanda a Napolitano: ma mentre la Repubblica affondava nel fango, lei dov’era? Su Marte?», scrive Grillo sul suo Blog postando una curiosa immagine «taroccata» del Capo dello Stato con vistosi occhiali da sole per proteggersi dalla luce di un luminoso stemma del MoVimento 5 Stelle. E lancia l’hash tag #SonoUnEversore, che è subito un successo. Il Capo dello Stato ha dato inizio, l’altro giorno, ad un vero e proprio giro di commiato dalle istituzioni in vista dell’abbandono del Quirinale, iniziando con l’Accademia dei Lincei. Qui ha pronunciato il discorso contro l’antipolitica. «La critica della politica e dei partiti - ha detto il Presidente della Repubblica - preziosa e feconda nel suo rigore, purché non priva di obiettività, senso della misura, capacità di distinguere ed esprimere giudizi differenziati, è degenerata in antipolitica, cioè in patologia eversiva». Apriti cielo: Grillo si è sentito chiamato in causa e ieri il comico gli ha rinfacciato di essere stato per lo meno distratto, in questi anni al Colle, mentre l’Italia affondava nella corruzione. Quanto a se stesso, Grillo si lancia in una polemica battuta: «Lo confesso, sono un eversore, mi faccio schifo, Napolitano ha ragione. Pago le tasse, non rubo, denuncio il malaffare, non mi faccio i cazzi miei e nessuno ha ancora cercato di comprarmi», ammette sarcastico. «Sono un problema e me ne rendo conto. L’onestà da noi è fuori moda e una persona onesta con la sua sola presenza dà imbarazzo ai ladri che ormai sono la maggioranza». E così facendo, riprende tutti i temi che paiono meno graditi al Presidente della Repubblica. I fatti di cronaca sono percepiti, da parte del M5S, come un’occasione di rilancio delle tematiche più care al MoVimento. Certo però rilanciano anche la Lega. Ecco allora il secondo fronte che vede interessato Grillo, questa volta da soggetto passivo. Infatti ieri è stato Matteo Salvini ad attaccarlo. «Come faccio a collaborare con uno che passa il tempo a insultare e ha l’incubo della Lega?», si chiede perplesso il leader del Carroccio. Salvini ha poi risposto a Grillo, che aveva sottolineato come il sistema di gestione dei campi Rom, finito nel mirino dell’inchiesta romana, sia stato costruito su fondi del ministero dell’Interno guidato ai tempi da Roberto Maroni. I finanziamenti ci sono stati, ha affermato il segretario della Lega Nord, «ma per sgomberare i campi Rom, l’obiettivo della Lega è campi zero come a Verona». «A Roma c’è un sistema marcio in cui sono rimasti coinvolti tutti quelli che hanno governato in questi anni, sono sconvolto e rattristato», ha aggiunto il segretario della Lega durante un tour a Lambrate, quartiere della periferia milanese.
Grillo a Napolitano: «Hai vissuto su Marte»
Beppe attacca dopo il discorso sull'antipolitica «eversiva». Il leader 5 Stelle lancia l’hashtag #SonoUnEversore. E il web si scatena contro il Colle
