Tutti in piazza. Domani si protesta contro il governo. A fine giornata però l'annuncio della precettazione del personale ferroviario viene ritirato dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, anche se gli animi restano caldi. Susanna Camusso, intervistata da Repubblica, aveva dichiarato che la Cgil avrebbe rispettato la precettazione per tutelare i singoli lavoratori, ma questo "sarebbe rimasto un atto gravissimo e un intervento a gamba tesa" contro lo sciopero. Il premier da Ankara manda un messaggio ai sindacati e smorza i toni. "Non condivido i motivi dello sciopero ma in bocca al lupo a chi lo fa". Il premier, al termine dell'incontro con l'omologo turco, si augura che "le incomprensioni tra Camusso e Lupi si risolvano, ho sentito al telefono il ministro - dice - c'è un diritto allo sciopero che è un diritto sacrosanto che noi rispettiamo. Noi non la pensiamo come loro, cambieremo il Paese anche per loro, ma massimo rispetto e massima collaborazione istituzionale. Rispetto chi fa sciopero, noi lavoriamo". Chi manifesta. Manifestano gli studenti, i lavoratori, i centri sociali, i movimenti per la casa. Si scende in strada contro questo governo. Contro i tagli alla ricerca, contro la riforma del lavoro, contro la legge di stabilità. I sindacati di Cgil, Cisl e Uil sono su piede di guerra. Si annunciano per questo disagi nelle città, a causa dello stop dei mezzi pubblici. Si rischiano code ai caselli autostradali e problemi di circolazione del traffico nelle grandi città. A Roma dalle 9.30 partirà un corteo a piazza dell'Esquilino che intorno alle 11.30 arriverà a piazza Santi Apostoli, dove rappresentanti dei lavoratori nazionali e locali prenderanno parola per parlare di legge di stabilità, jobs act, disoccupazione, precariato e aumento della cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Una protesta quindi che si baserà su tematiche nazionali per poi convergere in quelle più locali. Una manifestazione, quella di domani, che sarà diversa dalla altre, più colorita. "Verranno rappresentanti di tutte le categorie da tutto il territorio regionale- ha sottolineato il segretario della Uil Roma e Lazio, Pierpaolo Bombardieri- sono previsti 70 pullman dalle varie province, più tutti i partecipanti romani. Ci saranno autobetoniere, trattori, ambulanze e taxi. Un veicolo in rappresentanza di ogni categoria. In piazza ci saranno tutte quelle persone che non possono spendere mille euro per una cena ma che con quella stessa cifra ci mantengono una famiglia, sarà una delle manifestazioni più grandi che abbiamo fatto a livello locale, una mobilitazione che non vuole creare disordini ma solo ridare fiducia e speranza a lavoratori e cittadini". I movimenti per la casa. Occupare non è reato, ribaltiamo il Piano casa di Lupi. Firmato Abitare nella crisi. Con questo grosso striscione a sfondo nero sono in centinaia le persono che si sono radunate a Roma, a San Lorenzo, per dare vita al corteo organizzato dai movimenti per il diritto all'abitare, appena partito da piazzale Tiburtino. L'obiettivo della manifestazione, spiegano gli attivisti al megafono, è quello di raggiungere il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Porta Pia per protestare contro il decreto del ministro Lupi, che punta solo a speculare e fare soldi sulla testa delle fasce più deboli. I movimenti contestano praticamente ogni punto del provvedimento: "Gli articoli 3 e 4 della riforma portano avanti la vendita delle case popolari in un momento in cui la richiesta di questi alloggi è altissima e non ne vengono costruite da anni, vogliono solo housing sociale che è una presa in giro, è un modo per dare un tetto solo a chi ha già un reddito e lucrarci sopra". E poi l'articolo 5, che nega a chi abita in alloggi abusivi la residenza e gli allacci delle utenze, è contro chi abita in strutture occupate e ha deciso di riaprire stabili vuoti per farne delle case. Il corteo arriva in vista della mobilitazione di sabato e alla vigilia dello sciopero generale di domani, uno sciopero tardivo organizzato in ritardo solo dopo l'approvazione del jobs act, da parte di sindacati che hanno fatto gioco di chi ci opprime. "Anche noi domani prenderemo parte alla manifestazione per dare un'ultima possibilità al mondo di sopra di stare dalla parte dei più deboli".
Sciopero, revocata la precettazione. C'è l'accordo
Cgil sul piede di guerra, il ministro Lupi ritira il provvedimento contro i lavoratori delle ferrovie. Renzi ai sindacati: "Protesta legittima ma cambiamo il Paese anche per loro" LEGGI ANCHE Venerdì nero per i trasporti
