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Legge elettorale

Lo spauracchio Mattarellum per blindare l’Italicum

Lo spettro dell’Italicum si aggira sempre più minaccioso in Parlamento. È quello lo spauracchio usato dai renziani per «convincere» i dissidenti Dem e Forza Italia a votare l’Italicum: col Mattarellum infatti le segreterie dei partiti sceglierebbero tutti i candidati nei collegi uninominali - tagliando fuori le minoranze interne - e il Pd farebbe man bassa di seggi. «L’Italicum entra in vigore dal 1° gennaio 2016. Nel periodo transitorio viene ripristinato il Mattarellum», recita un subemendamento alla legge elettorale presentato ieri dai senatori del Pd Stefano Collina, Andrea Marcucci e Francesco Verducci. «Se dobbiamo prevedere una clausola di salvaguardia - affermano - il Mattarellum risponde perfettamente ai requisiti indicati dalla Consulta e interpreta molto meglio l’esigenza di rafforzare la governabilità del Paese». Parole in linea con quelle pronunciate ieri l’altro dal ministro Maria Elena Boschi. Dura la reazione di Civati: «La maggioranza Pd ha finalmente scoperto i pregi del Mattarellum. Lo dico con insistenza da un anno. Allora propongo: visto che il Mattarellum è pronto all’uso, tagliamo la testa al toro e risposiamolo. Addio Italicum. Io ci sto. La maggioranza che dice?». Mario Mauro senatore dei Popolari per l’Italia attacca: «Renzi spieghi perché vuole andare al voto anticipato». Sulla legge elettorale piove in Senato una montagna di emendamenti: 1.500 quelli della Lega Nord, 6.000 del Gal, «solo» cento di Sel.

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