«Deve marcire in carcere. Io non potrò mai perdonarlo». È una donna distrutta la signora Mena. La mamma di Gilberta Palleschi non ripete altro da ieri mattina. Lei, che aveva più volte lanciato appelli a chi aveva preso sua figlia, si sente persa. Gilberta era la sua spalla, la sua anima. Un rapporto simbiotico spezzato brutalmente quaranta giorni fa da un folle. «Mia figlia era come un angelo per me, non facevo niene senza di lei - racconta la madre che ha 72 anni e abitava nella stessa palazzina al piano di sopra - - mi portava a messa la domenica, andavamo insieme al mercato ogni giovedì, non si era mai sposata e per me ha continuato a essere una ragazza anche se aveva i suoi 57 anni suonati che portava meravigliosamene». Un dolore immenso che diventa ancora più atroce al pensiero che Gilberta, che aveva girato tutto il mondo, «tornando sempre a casa illesa» spiega la mamma «ha invece trovato la morte a due passi da dove è nata». Purtroppo la sua scomparsa non è un caso isolato. La scia dei femminicidi nel Sorano è lunga e dolorosa. L'insegnante di inglese è infatti, purtroppo. l'ultima di una lunga serie. Nel 2001 ad Arce scomparve Serena Mollicone. Aveva compiuto diciotto anni da poco tempo quando viene assassinata. Il suo corpo verrà ritrovato qualche giorno dopo la sparizione in un bosco di Anitrella. Ancora oggi il suo omicidio è senza un colpevole. Nell'ottobre del 2005, ormai nove anni fa, a Sora viene uccisa con trenta coltellate alla pancia, la diciassettenne Adriana Tamburrini. La ragazza, incinta, venne aggredita dal fidanzato, Michele Salerno. Il giovane, un trentenne della provincia di Potenza, confessa l'assassinio e porta la polizia nel posto in cui ha nascosto il cadavere: nei pressi del lago di Posta Fibreno. E arriviamo nell'aprile del 2012. E sempre a Sora scompare Samanta Fava. Ha trentasette anni ed è bellissima. Per un anno e mezzo di lei non si è trovata traccia nonostante le tante ricerche e le indagini di Polizia e Procura. Nel giugno del 2013 grazie all'intuizione di un giovane magistrato, Alfredo Mattei e con il supporto dei cani molecolari, il cadavere di Samanta viene trovato murato nella cantina di casa del suo ex compagno. Era all’interno di un vecchio caminetto. Il 24 novembre scorso l'uomo è stato condannato in primo grado dai giudici della Corte d'Assise di Cassino, a 24 anni di carcere. Ora si trova in una cella speciale proprio accanto a quella dove ha trascorso la sua prima notte in carcere Antonio Palleschi.
La madre Mena: «Quel mostro deve marcire in cella»
«Deve marcire in carcere. Io non potrò mai perdonarlo». È una donna distrutta la signora Mena. La mamma di Gilberta Palleschi non ripete altro da ieri mattina. Lei, che aveva più volte lanciato...
