Continuano le dichiarazioni minacciose delle autorità di Bruxelles verso Italia e Francia. Dopo l’ultimatum lanciato nel giro di un paio di giorni dall’Eurogruppo e dal Cancelliere Angela Merkel sulla necessità di misure aggiuntive, ieri è arrivato l’ennesima bacchettata. A usare toni da maestro è stato il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker. In una intervista al Frankfurter Allgemeinen Zeitung, ha ribadito che se Italia e Francia non faranno i compiti annunciati, ovvero le riforme promesse per ridurre il deficit, «le conseguenze saranno spiacevoli» e potrebbero incorrere in «un inasprimento della procedura sul deficit». Il termine ultimo per mettersi in regola è sempre marzo quando Bruxelles deciderà se Italia e Francia hanno varato misure credibili e efficaci per mettere a posto i conti pubblici o se invece, dovranno essere sottoposti alla procedura di infrazione per deficit eccessivo. Juncker ha poi ripetuto la solita lezione. Ovvero che «non c'è crescita e lavoro se il debito pubblico sale e non c'è un sano consolidamento fiscale». E ha sottolineato che il nuovo piano degli investimenti da 315 miliardi di euro della Commissione europea «è stato pensato per non creare nuovo debito». Viene invece continuamente ignorato il tema del rilancio dei consumi, vero carburante dell’economia, possibile solo con un aumento dei salari e quindi della spesa. Juncker ha difeso la decisione della Commissione di fissare un nuovo termine per verificare il rispetto delle regole europee da parte di Italia e Francia sottolineato che «dobbiamo fidarci degli italiani e dei francesi. Poi, a marzo, vedremo come sono andati». Il ministro dell’Economia Padoan gli ha replicato a tono: «È una cosa che già sappiamo e su cui ci siamo già impegnati. L’Italia sta facendo enormi sforzi sulle riforme strutturali».
Juncker ci minaccia ancora «Riforme oppure vi bocciamo»
Il presidente Ue: «Ci possono essere conseguenze spiacevoli»
