Politica

Dopo Roma Salvini prova a scalare Mosca

Il segretario vola in Russia a caccia di accordi commerciali: «Basta con le sanzioni»

Il generale inverno non spaventa Matteo Salvini, leader della Lega che, anzi, vede in Mosca un partner prezioso. Così prosegue la «campagna di Russia» del segretario, arrivato la notte scorsa nella capitale della Federazione per una visita lampo, durante la quale ha sottolineato il «niet» della Lega alle sanzioni. Si tratta della seconda visita per il leader del Carroccio, in meno di due mesi, il quale ha chiarito che sarà con frequenza sempre maggiore in Russia. La speranza è di incontrare «il prossimo anno», magari a gennaio («ormai l’appuntamento è quasi mensile»), il presidente Vladimir Putin, col quale aveva avuto un colloquio a margine del vertice Asem di ottobre a Milano. Allora il segretario leghista ed europarlamentare era appena tornato dal tour che lo aveva visto a Mosca e in Crimea, dove ora annuncia che il suo partito sta lavorando con le autorità locali per facilitare investimenti italiani nella regione, annessa alla Russia dopo un controverso referendum non riconosciuto dalla comunità internazionale, ma subito accolto con favore dalla Lega. Sull’argomento, ha ricordato il presidente dell’Associazione Lombardia-Russia, Gianluca Savoini, anche lui nella delegazione leghista, si terrà un convegno, il 15 dicembre a Padova, a cui «parteciperanno due viceministri russi, il sindaco della città veneta e forse il governatore Luca Zaia». Salvini ha avuto incontri con rappresentanti delle istituzioni, come il presidente della commissione Esteri alla Duma, Aleksei Pushkov, e altri colloqui con «alcuni russi che vogliono lavorare con l’Italia, in diversi settori», ha dichiarato durante un convegno sulla collaborazione tra i due Paesi organizzato alla Camera bassa del parlamento russo. A Mosca la Lega, «primo e unico tra i partiti italiani» come ha sottolineato Savoini, sta per siglare un protocollo di intesa con la formazione di governo Russia Unita. E Salvini ha chiarito di voler essere un «agevolatore gratuito» tra gli interessi sui due fronti, russo e italiano. Dopo la notizia dei finanziamenti russi al Front National di Marie Le Pen, alleata della Lega, il segretario di Via Bellerio ha di nuovo escluso che la questione sia oggetto della sue missioni nella Federazione, anche se ha detto che non rifiuterebbe un «prestito conveniente» da una banca russa. E a chi gli chiede se non sia Berlusconi a facilitare i suo contatti con Putin, risponde che con il Cavaliere «sulla Russia abbiamo la stessa idea, ma ci muoviamo in modo autonomo. Vado via con proposte di partnership concrete su alcuni fronti come turismo e agricoltura, proporremo agli imprenditori italiani di scommettere sul futuro e investire al di là delle sanzioni», ha dichiarato Salvini, secondo il quale a Bruxelles «c’è aria» di rinnovare le misure punitive contro Mosca, a marzo. Per questo, ha voluto sottolineare l’urgenza di «riallacciare un dialogo, non solo commerciale, ma anche culturale». A questo fine, ha annunciato Savoini, in ogni regione del Nord Italia nasceranno, o sono appena nate, associazioni sul modello di Lombardia-Russia. E sul fronte della politica interna Salvini da detto che «per la prima volta» è d’accordo con la cancelliera Merkel sulle critiche all’Italia per le riforme «insufficienti».

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