Matteo Salvini, leader nordico in discesa verso l’Italia Saudita, una mezza cotta per Giorgia Meloni ce l’ha ma, per il momento, non si dichiara. Se per la poltrona di sindaco di Roma si candidasse la presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, «la voteremmo, è una faccia pulita», spiega Salvini, ospite di Lucia Annunziata a «In mezz’ora», su Rai Tre. Se però si votasse domani, «andremmo da soli perché sui grandi temi il centrodestra oggi non c’è». Salvini ha detto che riceve migliaia di sollecitazioni da cittadini romani che chiedono alla Lega di esprimere un candidato sindaco. «Non imporremmo nessuno, è chiaro, parliamo di qualcuno di Roma». Insomma per Matteo l’ipotesi Meloni sindaco «leghista», lanciata proprio ieri sulle pagine de Il Tempo da Pietrangelo Buttafuoco, è percorribile, ma è chiaro che i giochi sono ancora aperti. Anche perché il milanese e milanista Salvini di pensieri ne ha diversi: prima del sindaco di Roma c’è l’elezione del presidente della Repubblica (che probabilmente si affaccerà sul panorama politico nei primissimi giorni del prossimo anno) e, ancor prima, la «cosa» leghista per il centro-sud, che nascerà ufficialmente lunedì 15 dicembre. «Non si chiamerà certamente Lega Nord, perché si rivolgerà a persone di città del centrosud», ha detto Salvini, sempre su Rai3. «Ci metteremo in gioco, il nuovo soggetto si rivolgerà a persone del posto, si occuperà di immigrazione, famiglia, abolizione degli studi di settore, riduzione tasse, legge Fornero, agricoltura e pesca che sono massacrate dalla Ue». E ancora: «Se è vero che il governo sta accelerando per cambiare questa legge infame sulle pensioni sono contento, vuol dire che anche l’opposizione detta l’agenda al governo. Andava fatta dai sindacati una sollecitazione, ma si dormiva allora e si dorme oggi...». La sigla del nuovo soggetto politico non è ancora decisa, «mi chiedono di inserire il nome Salvini nel simbolo, mi metto in gioco con tutte le cautele possibili. C’è un progetto dietro». E prosegue: «Spero di non essere solo un fenomeno mediatico, un anno fa si celebrava il funerale della Lega, oggi non è più così. La mia ambizione è mettere i progetti alla prova degli italiani e andare al governo. Io sono convinto di fare meglio di Renzi». Anche perché la Lega è «una categoria nuova, che parla sia alla destra che alla sinistra». Quindi la sottolineatura che «l’Europa di oggi è un fantasma che sta massacrando l’agricoltura. I peggiori ladroni sono a Bruxelles e stanno smontando l’economia italiana pezzo per pezzo e mi spiace che Renzi non stia facendo niente per difenderla. E prima di lui non l’hanno fatto Monti e Letta». Tornando alle cose italiane: «Che senso ha il limite di spesa di mille euro in contanti nei negozi? Solo in Italia c’è. Sotto Natale via questo limite e facciamo respirare l’economia». E il presidente della Repubblica? «Uno fuori dal mondo della politica: per esempio Piero Ostellino oppure Vittorio Feltri o, se avesse venti anni di meno, l’imprenditore Caprotti». Un no grazie secco a Giuliano Amato («neanche morto»), Romano Prodi («peggio che andare di notte») o Walter Veltroni («lasem perd», in stile milanese: «lasciamo perdere»).
Salvini: «A Roma correremo da soli»
Il leader del Carroccio promuove la Meloni: «Ha la faccia pulita». Ma se si votasse domani il partito troverebbe un suo candidato
