C’è un filo rosso che lega l’inchiesta Mafia Capitale a quella sulle occupazioni abusive del Comitato popolare di lotta per la casa. I nomi dell’attuale vicesindaco di Roma Luigi Nieri e dell’ex assessore alla Casa Daniele Ozzimo, dimessosi dopo i 37 arresti di martedì scorso, ricorrono nelle informative dei carabinieri del Ros su entrambe le indagini. L’emergenza abitativa, infatti, è una delle tante fette che compongono la "torta del business" dell’estremista di destra Massimo Carminati e dell’amministratore del consorzio di cooperative Eriches 29 Salvatore Buzzi. La "joint venture" sarebbe riuscita ad affermarsi anche in quel settore, grazie agli appoggi in Campidoglio. Dopo lo sgombero dell’Angelo Mai di via delle Terme di Caracalla, dell’ex istituto tecnico Hertz di via Tuscolana e dell’ex scuola Vespucci di via delle Acacie, gli occupanti abusivi vengono trasferiti proprio negli appartamenti gestiti dalla Eriches 29 e reperiti grazie al coinvolgimento di Cristiano Guarnera «imprenditore colluso», spiega il gip. L’INTERVENTO DI MARINO Il 7 marzo la Procura chiede il sequestro preventivo degli immobili occupati: i rappresentanti del Comitato di lotta per la casa sono indagati «per aver messo in piedi un’associazione a delinquere che, con la scusa di trovare un alloggio per i bisognosi, li costringeva a occupare gli edifici, per poi estorcergli denaro e prestazioni lavorative gratuite, sotto minacce, ingiurie e violenze». Il 14 marzo arriva il decreto di sequestro del gip, sospeso cinque giorni dopo. Il 20 marzo il vicesindaco Nieri chiama Giorgina Pilozzi, dell’associazione Probabis (che gestisce l’Angelo Mai per conto del Comune). Le dà delle spiegazioni: «Dobbiamo fare un incontro io e la segreteria del sindaco con l’Avvocatura per capire come procediamo con il passaggio, soprattutto per quanto riguarda la vicenda dell'Angelo Mai. Perché ieri sera abbiamo fatto questo passaggio forzando la mano». Il 26 marzo il sindaco Ignazio Marino presenta al pm Luca Tescaroli un’istanza di dissequestro dei tre immobili, allegando le note di Nieri e Ozzimo. L’8 aprile l’Amministrazione trova una sistemazione per gli occupanti: il Consorzio Eriches 29. La Procura vuole vederci chiaro e il 14 maggio delega il capo della Digos di ascoltare il sindaco «per appurare tempi e modalità di collocazione degli occupanti abusivi». OZZIMO CHIEDE AIUTO A BUZZI Enrico Puccini (stretto collaboratore di Ozzimo) definisce Buzzi come «la risposta sovietica all’Arciconfraternita». Il 5 aprile Buzzi chiama Ozzimo, dice di aver trovato gli appartamenti e chiede se la Giunta ha stanziato i soldi. L’assessore alla Casa suggerisce di abbassare i costi. Lui risponde che data la durata della commessa non sarebbe stato conveniente. Ozzimo: «Ma sarà pure de più di un anno. De questi poi che famo, li buttamo pe’ strada?». La risposta di Buzzi è perentoria: «Ufficializzalo pe’ due/tre anni stamo a posto, qual è il problema?». IL BANDO DA 7 MILIONI DELLA REGION E Buzzi e Carminati avevano già messo gli occhi su uno stanziamento regionale da 7 milioni di euro in favore del Campidoglio per l’emergenza alloggiativa. I due ne parlano con Alessandra Garrone (compagna di Buzzi) il 12 febbraio nella sede della coop. 29 giugno. «Allora la delibera regionale dice che una parte di questi fondi devono essere destinati al sostegno economico - chiede conferma la Garrone - (…) quindi sarà il buono casa… e un’altra parte al servizio che facciamo noi». Buzzi: «Esatto: 5 milioni a noi e 2 milioni al buono casa». Ma le cose vanno per le lunghe e Buzzi, infastidito, pensa di far intervenire Guido Magrini, direttore del dipartimento Politiche sociali: «Facciamo modificà la delibera no? O chiediamo l’interpretazione autentica, andiamo a parlà con Magrini, no?».
Così la cricca ha dato un tetto agli abusivi
Lo sgombero dell’Angelo Mai era un problema. Nieri e Ozzimo giocano la carta Buzzi
