Politica

«Alemanno e le valigie piene di soldi»

I verbali del Ros su Odevaine: «Ha fatto quattro viaggi in Argentina». Nel mirino anche uno «strano furto» a casa dell’ex sindaco non denunciato L'EX SINDACO: «Mai portato soldi all'estero»

Ben quattro viaggi che Gianni Alemanno avrebbe fatto «per portare le valigie piene de soldi in Argentina, piene di contanti... ma te sembra normale che un sindaco...». Una vera e propria esportazione di valuta di dubbia provenienza, quella di cui parlano in un’intercettazione ambientale Luca Odevaine, mediatore del clan di Massimo Carminati, con Mario Schina e Sandro Coltellacci. Le microspie sono negli uffici della Fondazione Integra/Azione, dove il sodalizio studia le mosse per penetrare il sistema di commesse che ruotano attorno alla gestione dei centri di accoglienza per immigrati. Un business sul quale l’organizzazione criminale aveva basato il principale introito economico, grazie al ruolo di Odevaine che siedeva al Tavolo tecnico sull’immigrazione. L’intercettazione è contenuta nel maxi incartamento su Mafia Capitale, inchiesta coordinata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, dall’aggiunto Michele Prestipino e dai sostituti Paolo Ielo, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini. Gli accertamenti investigativi del Ros Lazio, al comando del colonnello Stefano Russo, hanno permesso di svelare una serie di aspetti tutti da chiarire e che potrebbero nascondere il compimento di presunti reati. Un caso è la sospetta esportazione illecita di valute di cui parlano gli indagati nell’intercettazione telefonica.     «QUATTRO VIAGGI COL FIGLIO» «Il 31 gennaio 2014 - è annotato negli atti d’indagine - veniva censurata una conversazione avvenuta presso gli uffici della Fondazione Integra/Azione, nel corso della quale Odevaine faceva riferimento ad un soggetto che asseriva abitare nello stesso palazzo dove si trovano i loro uffici, che in passato aveva avuto dei problemi con Gianni Alemanno a seguito dei quali, quest’ultimo avrebbe spallonato dei capitali in Argentina». «Abita qua dentro ’sto palazzo... che fijo de’ na mignotta... ha litigato con Alemanno», dice Odevaine. «Per soldi - aggiunge - se so’ scannati... ma sai che Alemanno si è portato via... ha fatto quattro viaggi... lui ed il figlio con le valigie piene de’ soldi in Argentina... se so’ portati... con le valigie piene de contanti... ma te sembra normale che un sindaco». Racconta che la vicenda sarebbe stata raccontata anche da un agente di polizia della Polaria.     IL RUOLO DELLA POLARIA In particolare, Odevaine afferma, testualmente, che «me l’ha detto questi de Polaria». «E nessuno l’ha controllato?», chiede Schina. «No - continua Odevaine - è passato al varco riservato... un attore per me». Un particolare che, qualora confermato, potrebbe gettare ulteriori ombre anche su agenti di polizia della Polaria che avrebbero consentito, senza compiere alcun tipo di controllo, la partenza di Alemanno e del figlio con le presunte valigie piene di soldi, la cui provenienza sarebbe tutta da accertare. La conversazione si interrompe così. Tuttavia a distanza di alcune ore Odevaine riprende il discorso con Coltellacci, aggiungendo nuovi particolari che alzano ulteriormente un alone di ombra su Alemanno e su Franco Panzironi - ex direttore generale dell’Ama, la municipalizzata che si occupa dell’igiene urbana - anche lui travolto dalla maxi inchiesta su Mafia Capitale, per aver piegato la sua funzione istituzionale ai diktat del clan di Massimo Carminati. Odevaine e Coltellacci, dunque, riprendono il discorso su Alemanno.     PANZIRONI E IL FURTO IN CASA DI ALEMANNO Entrano nel merito di una presunta lite che sarebbe avvenuta con Panzironi e parlano di un furto che sarebbe avvenuto nell’abitazione dell’ex sindaco di Roma ma che non avrebbe denunciato all’autorità giudiziaria. «Io invece pensavo che... se li portava via tutti lui», dice Coltellacci. «Chi?», risponde Odevaine. «I soldi», aggiunge l'interlocutore, aggiungendo che «no, no, no sembrava, sembrava che il sindaco non toccasse... invece a toccati... però che il sindaco (incomprensibile) due e tre... Panzironi 10... che gli equilibri erano quelli». Così Odevaine cerca di chiarire: «E poi ad un certo punto deve essere successo qualche casino... perché ad un certo punto ad Alemanno gli hanno fatto uno strano furto in casa».     NESSUNA DENUNCIA Secondo quanto riportano gli investigatori nell’atto, «da accertamenti emergeva che in data 15 ottobre 2013, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno aveva subito un furto presso l’appartamento sito in Roma via Aladino Govoni. Tale reato però non trovava riscontro in banca dati, in quanto - è annotato nell'atto - non risultano essere state sporte denunce né da Alemanno né dalla moglie convivente Isabella Rauti». Perché, dunque, non ci sarebbe stata la denuncia? Gli atti non lo svelano, ma stando a quanto riferisce Odevaine a Coltellacci, «pare che cercavano qualche pezzo di carta (…) cercavano... eh si secondo me ce... credo che hanno litigato perché Alemanno ha pensato che ce li ha mandati questo (Panzironi, ndr)». «Sto infame», conclude Coltellacci.

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