Alla luce di quanto sta emergengo in questi giorni nell’ambito dell’inchiesta «Mondo di mezzo», le primarie del Pd dell’aprile 2013 per scegliere il candidato sindaco che avrebbe dovuto sfidare il primo cittadino uscente Gianni Alemanno assumono tutt’altra valenza. Perché l’affluenza degli elettori Dem fu abbastanza scarsa: circa 100mila persone. Ma ai gazebo, soprattutto nelle zone di periferia, si accalcarono in fila per votare centinaia di rom. Furono in molti a dubitare dell’autenticità della militanza democratica di quelle zingare in coda. Cristiana Alicata, ad esempio, non usò mezzi termini: «Sono voti comprati». Un’accusa pesante, che costò alla Alicata accuse altrettanto pesanti di razzismo. «Le solite incredibili file di rom che quando ci sono le primarie si scoprono appassionatissimi di politica - fu la replica della Alicata - Il razzismo non c’entra nulla. Sono voti comprati. Punto. Chi lo nega è complice dello sfruttamento della povertà che fa il clientelismo in politica». Il comitato di Paolo Gentiloni - uno dei candidati alle primarie - diede man forte ai sospetti, parlando di «irregolarità» ai seggi. Tutto finì a taralucci e vino. Oggi però, spulciando le 1.124 pagine dell’ordinanza della Procura, emergono gli interessi della mafia romana. «Come siete messi per le primarie?» chiede Massimo Carminati a Buzzi, che risponde: «Avemo dato 140 voti a Giuntella (ex presidente Pd Roma) e 80 a Cosentino. Lui è proprio amico nostro». Il sospetto, alla luce degli interessi economici della cupola sulla gestione dei campi rom, è che le code ai gazebo di periferia fossero finanziate dal clan per sostenere un candidato in particolare. «Noi oggi alle cinque lanciamo Umberto Marroni alle primarie, eh», annunciava Salvatore Buzzi. Ma Marroni, oggi deputato del Pd, alla fine si ritirò dalla contesa. Impossibile sapere per chi abbiano votato tutti quegli zingari e tutte quelle zingare. Il sospetto però che il sistema Buzzi intervenisse sistematicamente su ogni evento significativo riguardante la politica romana e il Pd: dalle primarie al finanziamento delle campagne elettorali.
I soldi del clan ai rom per pilotare le primarie
In periferia code di zingari per votare nell'aprile 2013 lo sfidante Pd di Alemanno. C'è chi accusò: voti comprati