Politica

Denise, nuova inchiesta per omicidio

Svolta nel giallo sulla scomparsa della bimba a Mazara del Vallo 10 anni fa. Intercettazione choc della sorellastra che parla alla sorella: è stata mamma

Una frase in dialetto siciliano, quasi sussurrata: «Quanni eramu a casa a mamma l’ha uccisa a Denise» che tradotta in italiano suona come: «eravamo a casa la mamma l’ha uccisa a Denise». Spunta una nuova intercettazione. E la Procura di Marsala (Trapani), guidata da Alberto Di Pisa, ha aperto una nuova inchiesta sulla morte di Denise Pipitone, la bambina che aveva 4 anni quando scomparve a Mazara del Vallo il primo settembre del 2004, più di dieci anni fa. La nuova indagine per omicidio, secondo quanto confermano fonti qualificate, prende le mosse dall'intercettazione ambientale datata 11 ottobre 2004, un mese e dieci giorni dopo la scomparsa di Denise, in cui si ascolta una conversazione tra la sorellastra della piccola, Jessica Pulizzi, imputata per la scomparsa della bambina, e la sorella minore di quest'ultima. Dalla trascrizione del dialogo emergerebbe che la prima dice alla seconda che è stata la madre, Anna Corona, ad avere ucciso la bimba. Ma sull'intercettazione, ci sono pareri contrastanti, considerato che la frase pronunciata in dialetto è appena bisbigliata e secondo alcuni nemmeno si sentirebbe. È stata rivelata venerdì, davanti alla terza sezione della Corte d'appello di Palermo, dal perito Massimo Mendolia, al quale è stato affidato il compito di ascoltare e trascrivere una parte della mole di intercettazioni effettuate dagli inquirenti subito dopo la scomparsa della bimba. L'inchiesta, in questo momento a carico di ignoti, è coordinata dallo stesso Di Pisa e guidata dai sostituti Sabrina Carmazzi e Francesca Rago, che hanno rappresentato l'accusa nel processo di primo grado conclusosi con l'assoluzione di Jessica Pulizzi dal reato di concorso in sequestro di minore. Gli inquirenti hanno ricevuto dalla procura generale di Palermo la trascrizione dell'intercettazione fra le sorelle Pulizzi, saltata fuori, come detto, nel processo d'appello in corso nel capoluogo siciliano dopo il riascolto di nastri già acquisiti da parte di un perito nominato dalla Corte. «Eravamo a casa... la mamma l'ha uccisa a Denise», sono le parole attribuite dal perito a Jessica Pulizzi. La sorella risponde: «L'ha uccisa?... a Denise la mamma?... e dici tu ’sti cosi... Boh!... non le dici tu queste cose...». La procura di Marsala ha chiesto alla Corte d'appello di Palermo il file audio dell'intercettazione. «Ho chiesto di poter ascoltare la registrazione originale - conferma e spiega il procuratore di Marsala, Alberto Di Pisa -. L'interpretazione della frase è controversa, per alcuni addirittura non è stata pronunciata, per questo ho chiesto di riascoltarla». «Questa frase allo stato - dice il legale di Piera Maggio, mamma della piccola, Giacomo Frazzitta - può soltanto essere valutata nel senso di un'ulteriore conferma di un coinvolgimento dell'imputata nel sequestro della piccola Denise, che per l'accusa era già stato confermato dalla frase "quannu eru cu Alice a casa c'ha purtà" (quando ero con Alice a casa l'ho portata, ndr)». La prossima udienza è stata fissata per il 16 gennaio quando si procederà nuovamente all'audizione di Alice Pulizzi, sorella della sorellastra della bimba scomparsa.

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