Il sindaco della Lega che cambierà Roma devastata dagli scandali, così come annunciato da Matteo Salvini proprio dalle pagine de Il Tempo? Per Pietrangelo Buttafuoco ha già un nome e un cognome: Giorgia Meloni che, con l’appoggio decisivo del Carroccio potrà concorre vittoriosamente per il Campidoglio. Pietrangelo Buttafuoco, perché la Lega di Salvini piace al centro e al sud? «Perché parla la lingua del pane al pane e del vino al vino, la lingua della realtà. Considerando che la realtà ormai è l’unica che si fa carico di fare opposizione a Matteo Renzi e soprattutto di essere opposizione a una suggestione che ha preso gli italiani in una forma persino superiore di quella di Silvio Berlusconi. Una suggestione che nasconde quel grumo che incombe a maggior ragione nel centro e nel sud d’Italia: quello di una spaventosa crisi economica». Qual è il primo problema del centro-sud, oggi? «La sopravvivenza: ci sono intere sacche di realtà abbandonate a loro stesse. Al di là di quello che potrebbe essere il centro di riferimento di qualunque indagine sociologica, rispetto alle metropoli, c’è l’immensa provincia italiana abbandonata». Abbandonata? «A causa di questo senso di paura, per cui nessuno è più in grado di produrre ricchezza. Gli imprenditori hanno paura di essere arrestati, l’impiego pubblico ha ridotto ormai tutte le sue possibilità di iniziativa, i politici sono raggelati dalla situazione e le giovani, fresche energie devono per forza andare fuori dall’Italia». Il ruolo di Salvini? «Io stesso ho visto, a Catania quando è arrivato Renzi, la gente che protestava dicendo di volere Salvini. Lui non solo ha intercettato il bisogno dell’elettorato di destra... Bisogna considerare un fatto: la stragrande maggioranza degli italiani non è di sinistra. Però questa stragrande maggioranza degli italiani non ha mai avuto una rappresentanza politica, figuriamoci poi quella culturale. Ora, per la prima volta, sta cominciando ad assaporare una personalità che invece dà loro una possibilità. Ora, che a Roma l’elettorato moderato, di centrodestra abbia individuato immediatamente in Salvini una figura di riferimento è una cosa ovvia. Il problema è trovare le figure politiche in grado di interpretare questo ruolo». Salvini sostiene che deve essere un romano. «Ovviamente. Io credo che ci sia solo un nome, che dovrebbe liberarsi dal cascame di partito. L’unica potrebbe essere Giorgia Meloni». Che potrebbe proporsi sindaco con l’appoggio della Lega di Salvini? «È questione di lana caprina, importante è avere questo rapporto diretto con Salvini che è a capo di una situazione in fieri, che si sta costruendo. Ovviamente Giorgia dovrebbe farsi carico di questa battaglia senza avere l’ansia di doversi trascinare dietro un’esperienza disastrosa come quella dell’amministrazione di destra a Roma. Anche perché lei, con tutte quelle vicende, con quelle storie, non c’entra niente. Esiste un’anima di destra in città, che non si è mai rovinata in quella vicenda che ancor più essere stata disdicevole dal punto di vista giudiziario, fu ridicola e patetica. Esiste a Roma una destra che ha saputo ben governare: quella di Umberto Croppi. Eppure venne cacciato».
Buttafuoco: «Si chiama Meloni il sindaco della Lega che conquisterà Roma»
L'analisi del giornalista e scrittore: «Salvini sa come parlare alla gente comune. Per cambiare la città deve appoggiare lei»
