«Massimo Carminati è intoccabile», assicura il suo braccio destro Salvatore Buzzi. Perché il boss della Capitale «portava i bustoni di soldi! A tutti li ha portati Massimo». Dai comitati elettorali alle fondazioni, fino al «Parlamento» e a Finmeccanica. Un circuito di corruzione esteso e ben rodato basato su «fondi neri» accumulati attraverso l’indiscriminata emissione di false fatturazioni, che avevano un preciso scopo: «Effettuare pagamenti che costituiscono il prezzo della corruzione di politici e di pubblici ufficiali, funzionali alle esigenze imprenditoriali del sodalizio». I risultati investigativi dei carabinieri del Ros (Reparto operativo speciale) del Lazio, al comando del colonnello Stefano Russo, squarciano il velo sul «sistema» di malaffare - gestito dall’ex estremista di destra ed ex della Banda della Magliana, Massimo Carminati - penetrato nella Capitale e nella Regione, arrivando anche al Parlamento e ai vertici del Gruppo Finmeccanica. Un sodalizio che sarebbe riuscito a incontrare anche l’ex presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. L’inchiesta è del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, dell’aggiunto Michele Prestipino e dei sostituti Paolo Ielo, Giusceppe Cascini e Luca Tescaroli, che hanno il merito di aver sventrato un’organizzazione criminale incancrenita. «VELTRONI QUANTO HA?» Il potere acquisito dal boss è ben illustrato nelle intercettazioni telefoniche eseguite dagli investigatori, su mandato della Procura della Repubblica di Roma, alla guida del procuratore capo Giuseppe Pignatone. C’è, per esempio, un’ambientale negli uffici della Cooperativa sociale 29 giugno, in cui a dialogare ci sono Buzzi e Alessandra Garrone. La conversazione è rilevante in quanto «il Buzzi affermava, richiamando asserite confidenze fattegli dal Carminati, che l’intoccabilità di quest’ultimo deriva dal fatto che elargiva "i soldi per Finmeccanica" a esponenti politici di ogni schieramento». I due discutono del ruolo di Luca Odevaine, molto vicino all’allora sindaco di Roma, Valter Veltroni. «Ma se Odevaine c’ha tutta sta roba, ma Veltroni quanta roba c’ha?!», dice Buzzi. «E stiamo zitti», continua, aggiungendo che «se tu sei stipendiato dal Comune e pigli tremila euro al mese come fai ad averci un impero in Venezuela (riferendosi a Odevaine, ndr) (…) ma quanti soldi si è portato via Veltroni? Si è preso e fatto? (…) Ha preso i soldi di Odevaine, perché lui non li ha presi?». I BUSTONI DI SOLDI Carminati, dunque, avrebbe avuto importanti entrature nella Pubblica amministrazione. Stando a quanto riferisce Buzzi «lo sai che mi dice Massimo? - riferisce alla Garrone - Lo sai perché Massimo è intoccabile? Perché era lui che portava i soldi per Finmeccanica! Bustoni di soldi! A tutti li ha portati Massimo! Non mi dice i nomi perché non me li dice...tutti! Finmeccanica! Ecco perché ogni tanto adesso...4 milioni dentro le buste! 4 milioni! Alla fine mi ha detto Massimo: "È sicuro che l’ho portati a tutti", a tutto il Parlamento pure a Rifondazione». Poi Buzzi fa nomi di altri politici. E parla di Cossutta, affermando che «ne ha presi pochi per fare Ponte de Nona!». Poi Pedetti e Nalli «due appartamenti». IL VICE MINISTRO DELL’INTERNO Agli atti del procedimento, poi, risultano altre intercettazioni in cui si parla di esponenti politici di rilievo. È il caso di Filippo Bubbico, viceministro dell’Interno in carica, e di Micaela Campana, deputato del Partito democratico, componente del Comitato Parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, nonché ex compagna di Daniele Ozzimo, assessore al Lavoro, Casa ed Emergenza Abitativa del Comune di Roma. A discutere dei due sono Carminati con altri soggetti a lui vicini, come Buzzi, Claudio Caldarelli, Carlo Guarany e Emilio Gammuto. Buzzi - si legge negli atti – ribadiva: «Allora te sto a di no... riguardo a Michela.... Michela e Bubbico stanno allo stesso partito no?... se glie dicessi.. io domani siccome la devo vede’ prima de... de Gasbarra... e siccome dovemo dagli pure 20mila euro per sta cazzo de (inc) la campagna elettorale..(inc) ce fai aprì sta cosa te damo 1 euro a persona.. per la campagna elettorale.. (…) mo se me compro la Campana...se me compro la Campana». I RAPPORTI CON FINMECCANICA Al di là delle corruzioni, Carminati dimostra di essere ben addentrato nell’ambiente di Finmeccanica. Lo svela una lunga intercettazione con l’ex alto dirigente del Gruppo, Paolo Pozzessere. «Una cosa - dice Carminati - (...) il gruppo di elementi come sempre si mettono a fare la guerra tra loro (…) I tremontiani con i lettiani, Adinolfi con quell’altro, si sono massacrati uno con l’altro eccolo là, questo è il risultato...lasciamo sta...va...sta banda di pagliacci, l’Italia è veramente il paese...». Dunque, Carminati sembra essere molto ben al corrente di quanto avviene nell’azienda. I due, poi, discutono di Lorenzo Cola, ex consulente di Finmeccanica, affermando che «era uno valido, si però era uno che parla poi all’orecchio, di queste cose, con Berlusconi, aveva le orecchie del Presidente». Infine c’è un lungo giudizio sull’ex ministro dell’Interno, Ignazio La Russa: «Sta specie di buffone - dice Pozzessere - un giorno neanche sapeva di che parlava è andato in televisione a dire allora fermiamo il programma...», «ma vaffanculo», risponde Carminati, «che pagliacci, sto paese». Inoltre, aggiunge Carminati che «Ignazio (La Russa, ndr) doveva mette a pareggià all’interno...i conti di Ligresti (…) Ignazio faceva... fa il capo bene lui (…) me lo ricordo da ragazzini era così, eh, io quando andavo a Milano...(incomprensibile)... la federazione del Mis erano solo loro, lui, Romano, er padre (…) vanno ai congressi e gli rompono sempre il cazzo al padre gli dicono che era mafioso perché era amico di Ligresti (…) è Ligresti che viene da me, no io che vado da lui». L’INCONTRO CON BERLUSCONI Infine i riscontri investigativi del Ros fanno luce su un presunto incontro avvenuto fra l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e Salvatore Buzzi. Il dato è contenuto nel capitolo dell’informativa investigativa sulla «trasversalità» di rapporti. «Dimostrazione dell’appartenenza del Buzzi al mondo politico di sinistra e, ciononostante, della vicinanza di quest’ultimo anche ad aministrazioni di destra, proveniva dal contenuto di una conversazione telefonica intercorsa tra questi e Carminati a seguito della partecipazione dello stesso Buzzi ad una cena elettorale in favore di Gianni Alemanno, tenutasi la sera del 16 maggio 2013. In quell’occasione – si legge – Buzzi era stato presentato direttamente dal primo cittadino in carica al leader del Pdl Berlusconi: "Allora Alemanno – riferisce a Carminati – m’ha presentato a Silvio, dicendo: "ti presento il capo delle cooperative rosse di Roma"». Sempre Buzzi, poi, discute di un altro presunto incontro che avrebbe avuto con Berlusconi.
Il Cav col capo delle coop rosse
Buzzi a Carminati: "Lo sai che durante una cena elettorale Alemanno mi ha presentato Berlusconi?". Dalle carte dell’inchiesta il ruolo di Carminati: "Portava le mazzette dal Parlamento a Finmeccanica"
