Sono passati pochi giorni dalla scossa di terremoto che ha fatto tremare Roma aprendo una voragine sulla connivenza fra sistema mafioso e politica. Scossa che ha portato all'arresto di 37 persone con oltre 100 indagati. Alle richieste di commissariamento, soprattutto da parte dei Cinque Stelle (che tornano alla carica alle 19 in Campidoglio con l''onestà night'), si aggiunge quella di Silvio Berlusconi: "Sono convinto che l'unica soluzione accettabile sia quella di uno scioglimento immediato del Consiglio Comunale procedendo conseguentemente all'immediata convocazione di nuove elezioni per la citta' di Roma". Diversa la risposta del presidente del Senato Piero Grasso e del ministro dell'Interno Angelino Alfano. "Per sciogliere un Comune ci vuole ben altro rispetto a quel che conosco io - ha detto Grasso - il Comune di Roma mi pare che sia al di fuori di queste tematiche, solamente alcuni sono coinvolti". A Grasso fa eco Alfano, secondo cui il commissariamento di un Comune "è un procedimento molto complesso e bisogna andarci con i piedi di piombo. Il sindaco Marino non è coinvolto e aggiungo anche che la capitale d'Italia è una città sana, non è marcia. L'attitudine del governo non è quella di punire la città ma di aiutare le forze dell'ordine e la magistratura a fare sì che vengano puniti i colpevoli". Da parte sua il ministro della Difesa Roberta Pinotti mette l'accento sul fatto che "le ruberie sui centri per gli immigrati sono una vergogna nazionale", e quello della Giustizia Andrea Orlando parla di "infezione" che ha "per presupposto l'atomizzazione della politica, una frammentazione e una costante conflittualità interna che rende la politica più aggredibile". Il presidente dell'Autorita' Anticorruzione, Raffaele Cantone, invece lancia l'allarme: "Dietro certi meccanismi di impegno sociale ci sono affarismi. So bene che nel mondo dell'assistenza agli stranieri e rom per esempio, c'è il meglio dell'Italia ma c'e' bisogno di trasparenza e dobbiamo dirlo con chiarezza. Non abbiamo voglia di commissariare l'Italia" ma "nella pubblica amministrazione c'è tanta gente che parla e al momento di fare le regole di trasparenza vengono viste come un aggravio". Secondo Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia "il Pd deve essere in primo piano per ulteriori accertamenti sulle istituzioni coinvolte". Intanto il sindaco Ignazio Marino risponde a tono sulla questione della foto che lo ritrae con Buzzi all'indomani della sua dichiarazione in cui sosteneva di non averlo mai incontrato: "E' incredibile che mentre escono intercettazioni della mafia in cui si parla di farmi fuori, si cerchi di alzare un polverone su una visita pubblica, e relativa foto, fatta alla luce del sole". Le foto che lo ritraggono a colloquio con Salvatore Buzzi, "sono state scattate durante la campagna elettorale", ha spiegato il sindaco.
Mafia a Roma, Berlusconi: "Sciogliere il Comune ed elezioni subito"
Il leader di Forza Italia: "Unica soluzione". Alfano: "Il sindaco non è coinvolto. Bisogna andarci con i piedi di piombo"
