Il piccolo Andrea Loris Stival, ucciso sabato scorso in provincia di Ragusa, non sarebbe mai sceso dall’auto della mamma davanti alla scuola di Santa Croce Camerina ma sarebbe tornato a casa con lei dopo circa un quarto d’ora da quando la donna e i suoi due figli erano usciti da casa. È questo quanto è emerso dalla visione nella otte scorse di ore e ore di filmati, dalle forze dell’ordine registrati dalle 48 telecamere posizionate nel piccolo paesino di Santa Croce Camerina in provincia di Ragusa. Quelle immagini dunque, rivelerebbero in ogni caso che la madre avrebbe raccontato una bugia poiché finora ha sempre detto di aver lasciato il figlio maggiore vicino alla scuola. E dopo l’interrogatorio dell’alta sera la procura ha consegnato nelle mani degli inquirenti un mandato di perquisizione nell’abitazione degli Stival che è stato eseguita ieri sera. LA PERQUISIZIONE Tra gli uomini entrati nell’appartamento per quasi tre ore c’erano quelli della scientifica, il capo della squadra mobile Nino Ciavola e il capitano dei carabinieri Domenico Spadaro. La perquisizione è scattata dunque a causa di alcune incongruenze che sarebbero emerse nelle dichiarazioni della madre del piccolo che al momento non è iscritta nel registro degli indagati. SEQUESTRATI I QUADERNI Nell’abitazione della famiglia Stival, sequestrati dalla scientifica alcuni quaderni e il diario del bambino ucciso nella cittadina in provincia di Ragusa. Sequestrato anche un computer. Accertamenti anche all'interno del garage e, probabilmente, anche nell'auto di famiglia. «C’È UNA PERSONA INDAGATA» Poco dopo che gli uomini della polizia e dei carabinieri hanno lasciato degli Stival, dalla procura di Ragusa arriva la notizia che ci sarebbe un indagato. «Una persona è stata iscritta nel registro degli indagati» e si aggiunge al fascicolo a carico di ignoti «ma per adesso non possiamo dire chi sia», dice il procuratore Carmelo Petralia nel corso di una conferenza stampa convocata per fare il punto sulle indagini sulla morte del piccolo Andrea Loris. Per detenzione di munizioni, invece, resta indagato Orazio Fidone, il cacciatore che ha scoperto il corpo del piccolo. IL PROCURATORE «La reazione che sta avendo lo Stato è molto forte. Il capo della polizia e il generale dei carabinieri hanno messo a disposizione il meglio degli investigatori italiani». Lo ha detto il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, nel corso della conferenza stampa di ieri sera. «Stiamo operando per cerchi concentrici - ha aggiunto -, dal più grande che prende in considerazione tutti i fatti, a quelli più piccoli che prendono in considerazione i singoli fatti. Ciò fino ad arrivare a quello centrale dove ci sarà il nome del colpevole». L’AVVOCATO DELLA MADRE «Il bambino è stato portato a scuola, la madre non dice di averlo portato a scuola. Lo ha portato a scuola». Lo ha affermato l'avvocato Francesco Villardita che assiste ala famiglia Stival, dicendo ai giornalisti che gli chiedevano delle incongruenze che sarebbero emerse dai filmati: «Voi li avete visti? La signora ha portato il figlio a scuola». IN CITTÀ ARRIVANO I ROS Un gruppo di carabinieri del Ros, specializzato su crimini violenti, è arrivato in paese per dare un contributo alla task force che lavora alle indagini. Sono gli stessi carabinieri che si sono occupati di crimini come il caso di Yara Gambirasio, l'attentato alla scuola di Brindisi, l'omicidio dei coniugi Burgato di Lignano Sabbiadoro e di Roberta Ragusa. RIASCOLTATA UNA VIGILESSA Una vigilessa del comune di Santa Croce Camerina, che era in servizio davanti la scuola elementare del paese sabato scorso è stata nuovamente sentita dagli inquirenti.
Le bugie della madre a un passo dal killer
Sequestrati i quaderni del piccolo Loris. Il procuratore: «C’è un nuovo indagato ma non possiamo dire chi è». La madre smentita dai video. Bagno di folla in paese per il cacciatore
