Bagno di folla e testimonianze di simpatia per il cacciatore Orazio Fidone, che dopo aver trovato sabato a Santa Croce Camerina il cadavere del piccolo Andrea Loris Stival, è stato indgato dalla Procura come atto dovuto per compiere accertamenti sulle sue vetture e sui suoi abiti. Fidone ieri mattina ha preso un caffé nella piazza centrale piazza del paese ed è stato abbracciato da diversi suoi concittadini che lo hanno avvicinato per dargli solidali pacche sulla spalla. L’uomo, con l’immancabile cappello in testa, si è recato in chiesa e poi ha fatto ritorno a casa senza parlare con i giornalisti presenti. «Sono tranquillo, non ho alcunché da temere», ripete il cacciatore. La magistratura vuole ricostruire, con certezza, la dinamica del ritrovamento avvenuto poco prima delle 17 di tre giorni fa, quattro ore dopo la scomparsa del piccolo che non era entrato a scuola. Fidone, con la sua auto era andato a cercare il bambino, in una zona isolata, poco frequentata se non da cacciatori, e lo ha trovato morto. Si era recato nelle campagne di contrada Mulino Vecchio, aveva poi spiegato, perché era certo che sarebbe stata un’area «trascurata» dagli altri: a chi poteva venire in mente di cercare un ragazzino di 8 anni da quelle parti, aveva pensato. E poi si era mosso su sollecitazione della moglie, per senso di solidarietà, anche perché in un paese ci si conosce e ci si incontra tutti, in maniera più o meno assidua e stretta. Una ricostruzione che la Procura, per non escludere alcunché in un caso così delicato, vuole verificare fino in fondo con accertamenti tecnici su due auto e sui suoi vestiti, che sono stati già sequestrati, anche con l'uso del luminol per trovare tracce invisibili ad occhio nudo, come sangue e fluidi umani. Per fare questo ha disposto un atto irripetibile.
Bagno di folla in paese per il cacciatore Orazio
La solidarietà degli amici in piazza per l'uomo che ha ritrovato il cadavere del piccolo Loris
