È scontro tra centrodestra e governo sul decreto delegato approvato dal Cdm sulla giustizia di lunedì sera che dispone la «non punibilità» per i reati lievi. Per quelli, cioè, che prevedano un massimo di pena inferiore ai cinque anni di carcere. Da Forza Italia a Fratelli d’Italia passando per la Lega, l’accusa al governo è di aver «gettato la spugna» nei confronti della microcriminalità che causa allarme sociale. Perplessità anche all’interno di Ncd, con Formigoni che chiede al ministro Orlando di chiarire cosa intenda per reati lievi. Il governo, invece, incassa l’appoggio del procuratore capo di Torino Armando Spataro e della Anm. «Con un blitz notturno il governo ha approvato il decreto salva-ladri, l’ennesimo regalo ai criminali» ha attaccato il deputato leghista Nicola Molteni. Una posizione espressa con toni più morbidi anche da Maurizio Gasparri di FI: «Il diritto penale non può essere piegato a esigenze che i cittadini potrebbero difficilmente comprendere. Un conto è semplificare la gestione delle vicende penali, altro è lasciare impuniti crimini che possono destare allarme sociale». Il Pd ha invece difeso la scelta di Orlando: «Si tratta solo di evitare processi e dispendio di energie e risorse per il classico furto di una mela» spiega Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera, «reati bagatellari puniti con la sola multa o con una pena inferiore ai 5 anni, reati insomma per i quali la custodia cautelare in carcere è già adesso esclusa. Il vaglio spetterà sempre al pm e al giudice, che terrà ovviamente conto anche delle considerazioni della vittima». «Non è in atto nessuna depenalizzazione dei reati minori - aggiunge David Ermini, responsabile Giustizia Pd - il provvedimento servirà per alleggerire fascicoli e per lasciare a pm e giudici tempo e risorse per i reati che toccano le singole persone e la collettività». Considerazioni che non tranquillizzano FdI-An: «I nemici del governo Renzi? Sicurezza, legalità e certezza della pena - polemizza Giorgia Meloni via Facebook - altrimenti non si spiega perché, dopo gli "svuotacarceri", la depenalizzazione delle droghe e l’abolizione del reato di immigrazione clandestina, il Governo ha stabilito che in Italia chi ruba, danneggia, truffa o commette violenza privata non deve andare più in galera. Vergogna». Corre in soccorso di Orlando il procuratore Spataro: «La non punibilità per particolare tenuità del fatto è da accogliere con grande favore come intelligente strumento di deflazione dei carichi di lavoro gravanti sulle Procure e sugli organi giudicanti penali». A sua volta il ministro Orlando spiega che «è facoltà del pm chiedere al giudice l’archiviazione ma è facoltà della vittima chiedere il risarcimento pecuniario e, se lo ritiene opportuno, opporsi all’archiviazione». «Le critiche - conclude Orlando - sono ipocrite perché molto spesso questi reati sono "bruciati" dalla prescrizione».
«Il governo si arrende al microcrimine»
È scontro tra centrodestra e governo sul decreto delegato approvato dal Cdm sulla giustizia di lunedì sera che dispone la «non punibilità» per i reati lievi. Per quelli, cioè, che prevedano un...
