Ad Algeri per un'alternativa a sud. L'Italia si apre al mediterraneo nel giorno in cui l'accordo sul gasdotto South Stream rischia di saltare. Il presidente del consiglio ferma le voci che parlano di un imminente intervento normativo per collegare la riforma elettorale alle riforme costituzionali. Che è quanto chiede Silvio Berlusconi, ma anche una parte del Pd per cui non è concepibile approvare una riforma elettorale che valga per una sola Camera. Alfredo D'Attore ha infatti dichiarato: "Di primo acchito mi pare una idea balzana. Qui non si tratta di ammansire il Parlamento permettendo ai parlamentari di rimanere in carica un anno in più". Diverse le preoccupazioni del Cavaliere che guarda con una certa apprensione alla velocità impressa da Renzi all'Italicum. Il sospetto è che, una volta portata a casa la riforma elettorale, Renzi si precipiti verso le urne, cogliendo FI e lo stesso Berlusconi nel momento di maggior debolezza. Così, dopo avere incontrato il presidente della Repubblica di Algeria, Abdelaziz Bouteflika, il premier italiano si ferma a rispondere ai giornalisti che gli chiedono se la clausola di salvaguardia ci sarà o meno. Se si ragiona in termini di un bypass tra riforme costituzionali e Italicum, la risposta è un 'no' deciso. Anche perché, spiega Renzi, un meccanismo simile violerebbe la Costituzione e infatti un emendamento che andava in questa direzione è già stato respinto alla Camera. Se invece con clausola di salvarguardia si intende una riforma elettorale che non sia immediatamente operativa, da parte del governo c'è piena disponibilità. Tanto piena che Renzi fissa anche una data, il primo gennaio 2016 per la sua entrata in vigore. E, se anche questo non dovesse bastare all'altro contraente del Patto del Nazareno, aggiunge: "Comunque si voterà nel 2018".
Renzi sposta le elezioni al 2016
Il premier: "Nella legge elettorale potremmo prevedere una clusola di salvaguardia per farla entrare in vigore nel 2016"
