Politica

«Domani circondiamo Palazzo Madama»

Tam tam antagonista per impedire «a ogni costo e con ogni mezzo» l’ok al Jobs Act

Circondare il Senato per bloccare l'approvazione del Jobs Act. Gli antagonisti lanciano l'ennesima sfida al Governo Renzi e alla contestatissima riforma sul lavoro. Domani, infatti, davanti Palazzo Madama è previsto un sit-in di protesta proprio mentre in aula si svolgono i lavori per l'approvazione definitiva del testo. Studenti, lavoratori e precari, sono tutti invitati a partecipare per manifestare e impedire, «ad ogni costo e con ogni mezzo», che il Jobs Act vada avanti. Anche questa volta la «chiamata» attraverso i social network è gestita dai centri sociali, dagli studenti e dalle varie realtà antagoniste di Roma e non solo. Da Napoli, infatti, è previsto l'arrivo di autobus dei «movimenti sociali che hanno costruito lo sciopero sociale del 14 novembre». Proprio nel capoluogo campano domenica, durante una riunione dell’assemblea nazionale dei Laboratori dello sciopero sociale, si è deciso di portare la contestazione davanti ai palazzi del potere. All’incontro hanno partecipato circa 300 tra precari, studenti e sindacati di base, in rappresentanza di tutte le realtà nazionali. Alla fine si è deciso di arrivare fino a Roma, sotto il Senato, proprio nel giorno dell’approvazione del Jobs Act. Nella Capitale, quindi, oltre che da Napoli, potrebbero sbarcare antagonisti anche da altre città, per confluire tutti a piazza delle Cinque Lune dove, dalla 10 alle 18, Usb ha indetto il presidio. Allerta tra le forze dell'ordine, che prevedono l'arrivo a Roma di almeno un migliaio di persone, che ovviamente si uniranno alle realtà romane. Il pericolo, come sempre, arriva dagli infiltrati. Massimo controllo, quindi, con l'intera zona presidiata. I messaggi che circolano sui social network e sui siti d'area proprio in merito al presidio di domani, non sono rassicuranti: «Dimostriamo che all’arroganza del Governo e dei poteri forti, che alle tardive e deboli mobilitazioni dei confederali, siamo in grado di contrapporre la giusta incazzatura». Anche sui siti dei centri sociali romani, come su quelli di studenti e Movimenti per la casa, rimbalza la chiamata a domani, con un post dedicato che si ripete uguale per tutti: «Ai precari, agli studenti, ai soggetti collettivi che hanno animato l'opposizione al Jobs Act diamo appuntamento sotto Palazzo Madama fin dal mattino di mercoledì: circondiamo il Senato, portiamo la voce e la rabbia del paese reale che non abbassa la testa di fronte alla dittatura finanziaria. Il nostro tempo è adesso!». Il sostegno alla protesta davanti al Senato arriva anche da Rifondazione Comunista che sul sito, a firma del segretario nazionale, Paolo Ferrero, e della responsabile nazionale lavoro Roberta Fantozzi, fa sapere: «Rifondazione aderisce e sostiene la mobilitazione indetta contro il Jobs Act da tutte le realtà dell’autorganizzazione sociale che hanno dato vita allo sciopero sociale del 14 novembre, per il 3 dicembre al Senato. Il governo Renzi taglia il futuro dei giovani precarizzando sempre di più il lavoro e la vita, demolisce i residui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, taglia e privatizza il welfare e i beni comuni». L’altro appuntamento è quello del 12 dicembre, per la giornata di sciopero indetta da Cgil e Uil. Qualche realtà antagonista, però, considera questa seconda data «già troppo lontana e quindi inutile per protestare». Per questo si punta tutto su domani.

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