Serietà, produttività e una svolta organizzativa interna: Raffaele Fitto, torna all’attacco del Cavaliere, bocciando l’euro-bis. L’europarlamentare FI insiste sulla necessità di una visione strategica dal suo blog: «Nel week end appena trascorso, la mobilitazione di tutta Forza Italia contro la tassa sulla casa è stata un ottimo segnale. Qua e là c’è stato il rischio di scivolare in polemiche interne, ma abbiamo evitato di cadere in questo errore. Ora occorre uno sguardo lungo». Con il consueto garbo Fitto torna a criticare il suo leader e boccia senza mezzi termini la proposta di Berlusconi di coniare una moneta alternativa all’euro. «Tutte le analisi parlano chiaro - afferma Fitto - I 9 milioni di voti persi per strada da Forza Italia dal 2008 a oggi (per ora rifugiatisi nell’astensione) appartengono in larga misura al blocco sociale più dinamico del Paese: artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, partite Iva, lavoratori autonomi, professionisti». «Questi cittadini, pur senza votarlo, avevano comunque sperato in Renzi, ma oggi possono constatare il crescente "spread" tra le cose ambiziose che il premier dice e quelle molto più modeste che il governo ha realizzato. Di qui, la giusta delusione e la sensazione di essere dinanzi al solito fiume di parole senza seguito», osserva ancora Fitto. «Attenzione, però. Se quel blocco sociale, per ora elettoralmente in freezer, non si scongela verso Renzi, può scongelarsi in altre direzioni. E allora ecco perché Forza Italia deve ritrovare un suo protagonismo. Per questo, la mobilitazione contro la tassa sulla casa è stata utile. Adesso, a maggior ragione, ci serve una visione organica e strategica sui contenuti, piuttosto che una estemporanea "pesca delle occasioni"». «Per questo, con tanti parlamentari, abbiamo offerto al nostro partito e al centrodestra un cammino credibile. Abbiamo proposto emendamenti "meno spesa/meno tasse" alla legge di stabilità, e ovviamente li riproporremo al Senato. Essendo credibili e coperti, tutti i nostri emendamenti sono stati dichiarati ammissibili, ma il Governo si è assunto le responsabilità di respingerli, dicendo no a chiare e praticabili richieste riformatrici. È su questo terreno che dobbiamo incalzare il Governo e mostrarne le contraddizioni». Sull’Europa, prosegue Fitto, «c’è da battersi contro tutti i peggiori vincoli, a partire dalla cancellazione di quanto nel 2012 è stato aggiunto all’articolo 81 della Costituzione (e anche questo è già oggetto della nostra azione emendativa in sede di riforma costituzionale). Non è necessario avventurarsi sul terreno della doppia moneta, ipotesi ritenuta problematica e foriera di confusione anche da molti sostenitori del superamento dell’euro». E ancora: «Non dobbiamo dare l'impressione (sarebbe autolesionistico) di negare i limiti dell’azione del centrodestra nelle sue passate esperienze di governo. Solo una seria analisi autocritica, accanto alla giusta rivendicazione delle cose positive che abbiamo fatto, può renderci credibili nel muovere critiche al Governo Renzi. Solo facendo tutto questo, potremo rimetterci in comunicazione con il mondo produttivo».
Caro Cav, lasciamo stare l’euro-bis
Fitto torna all’attacco del suo leader e chiede di non fare sconti al governo: «Bene il no Tax day. Ora riorganizziamo FI e ricolleghiamoci alle imprese»
