Il “renziano” sotto processo. Demetrio Naccari Carlizzi, ex assessore alle Infrastrutture e poi al Bilancio nella giunta del governatore Agazio Loiero, in Calabria, è stato rinviato a giudizio per aver abusato del suo ruolo politico allo scopo di far vincere il concorso di dirigente medico di primo livello nell’Unità di dermatologia dell’ospedale di Reggio Calabria, alla moglie, Valeria Falcomatà, per la quale il giudice ha ordinato il processo insieme al marito. Naccari è accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità. Stessa accusa per la consorte, figlia di Italo Falcomatà, compianto sindaco della Città sullo Stretto, e sorella del giovane Giuseppe, da pochi giorni primo cittadino Pd di Reggio. Secondo la tesi dei pm, accolta dal gup Barbara Bennato che ha fissato l’udienza, con rito ordinario, per il 20 gennaio prossimo, «Naccari Carlizzi, abusando della sua qualità e dei suoi poteri di assessore della giunta della Regione Calabria (e quindi di pubblico ufficiale), ed in particolare del potere politico derivante da tale incarico, induceva pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio presso la giunta della Regione Calabria e presso l’Azienda ospedaliera (…) a dargli indebitamente l’utilità consistente nell’arbitraria facoltà di ingerirsi (in spregio alla normativa che regola le procedure di nomina) nella scelta dei membri della commissione d’esame che avrebbero giudicato il concorso pubblico (…) al quale partecipava, in qualità di candidata, Valeria Falcomatà (sua coniuge)», poi risultata effettivamente vincitrice del concorso. L’inchiesta nasce dalla denuncia, a cui vengono allegate delle registrazioni “artigianali”, della dottoressa Maria Carmela Arcidiaco, direttore facente funzioni dell’Unità dermatologica, su presunte alterazioni nel concorso. In questi nastri si sente la moglie di Naccari affermare che «il posto è uno» e dunque deve essere suo. Mentre i pm indagano sul concorso, il politico renziano querela la Arcidiaco, accusandola di calunnia e diffamazione. Il gip archivia. Nel mirino dell’ex assessore finisce successivamente anche il giornalista del Quotidiano della Calabria, Michele Inserra, reo, secondo Naccari, di aver pubblicato la notizia sulla base degli elementi fornitegli dalla stessa Arcidiaco. Questa seconda accusa, però, arriva due anni dopo l’articolo di Inserra e solo quando Il Tempo manda in stampa un’intercettazione nella quale si sente Naccari che, parlando al telefono con un amico e riferendosi al giornalista, afferma che lo porterà in tribunale e che «si venderà gli organi…si venderà un piede (…)». La reazione di Naccari alla notizia del rinvio a giudizio, è stata immediata: «Nutro assoluta fiducia nel sistema giudiziario, e dopo 5 anni di indagini è evidente l’utilità di un processo che chiarisca una situazione che una udienza preliminare non poteva ragionevolmente né definire né affrontare», ha affermato.
Favori alla moglie, Naccari Carlizzi a processo
L’ex assessore renziano in Calabria accusato di averle fatto vincere un concorso di dirigente medico
