Se il centrodestra, o quello che resta ancora in piedi dietro questa etichetta, vuole dare agli italiani l’impressione che non ci siano alternative al governo di Matteo Renzi, dobbiamo ammettere che ci sta riuscendo piuttosto bene. Per limitarci a quello che è successo ieri, registriamo le fibrillazioni interne a Forza Italia e lo scontro frontale tra Angelino Alfano e Roberto Maroni. Il triste spettacolo è sotto gli occhi di tutti. Volano molti stracci e poche idee, all’interno dei confini di quella che un tempo era la coalizione in grado di conquistare quasi il cinquanta per cento dei voti degli italiani e che oggi, dati alla mano, avrebbe l’onere di una pesante rimonta. Francamente, l’attitudine suicida dell’ormai ex centrodestra appare incomprensibile. È come se si fosse radicata nei suoi dirigenti (Lega compresa: Matteo Salvini è troppo intelligente per pensare di farcela da solo) la convinzione di essere destinati a una lunga fase di minoranza elettorale, politica, e di radicamento sociale nel Paese. L’impasse del vecchio cardine della coalizione, ovvero Forza Italia, e l’appannamento della leadership berlusconiana hanno provocato un movimento centrifugo che ha investito tutti. Il Nuovo centrodestra vagheggia la ricostruzione di un polo moderato senza però specificare con chi. La Lega in formato lepenista amministra un successo che rischia di deperire se non produrrà una seria proposta di governo dell’Italia. Gli altri partiti di destra navigano a vista, confinati in posizione marginale dalla Lega stessa. Forza Italia è un condominio rissoso che rischia di esplodere da un momento all’altro. L’effetto combinato di questi stati d’animo è il caos totale che, per le leggi della politica, produce una pericolosa situazione di stallo. In questa condizione, esistono due ipotesi. O emerge un leader a forte potere di coalizione, e non sembra ancora arrivato il momento, o tutte le forze politiche interessate alla ricostruzione del centrodestra si risiedono a un tavolo per capire come, con chi, e con quale programma organizzare l’alternativa al governo Renzi. La terza ipotesi, ovvero una lunga capitolazione all’egemonia renziana, preferiamo pensare che non venga presa in considerazione.
Un Centrodestra in cerca d’autore
di Angelo Mellone