Politica

«Pazza idea» del Cav al voto con le regionali

Strategia Ipotesi Election day a primavera 2015 Il partito frena. Fitto: il leader non può essere Salvini

Accorpare le elezioni politiche alle prossime regionali del 2015. È la «pazza idea» che è stata proposta a Berlusconi da alcuni esponenti di Forza Italia e alla quale l’ex Cavaliere sembra non abbia detto no. Anzi, la proposta pare cominci a «stuzzicarlo», soprattutto se vista in un’ottica di riunificazione di tutto il centrodestra e con un partito Democratico comunque in calo e squassato da una violentissima crisi interna. Un’idea, per il momento, ma sulla quale il leader di Forza Italia vuole comunque lavorare. Per adesso, però, Berlusconi deve tenere a bada le tensioni interne del suo partito e cercare di non «strappare» con Raffaele Fitto che ieri, nell’ufficio di presidenza, in un lunghissimo intervento – diventato a tratti quasi uno sfogo – ha chiesto un cambio radicale nell’organigramma del partito. Un confronto che si è concluso con un altro appuntamento: oggi Fitto e l’ex Cavaliere si vedranno di nuovo a pranzo per cercare un’intesa. L’eurodeputato, che martedì non ha partecipato alla prima parte della riunione perché era a Strasburgo, ieri ha messo sotto accusa in maniera durissima le scelte fatte fino a oggi dal leader di FI. C’è troppa «renzologia» e troppa «salvinologia» in giro, ha sottolineato, criticando sia l'alleanza elettorale con la Lega di Matteo Salvini in Emilia Romagna sia la scelta di allinearsi al governo Renzi, in ossequio al patto del Nazareno. «Commentiamo l'attività degli altri, anziché essere protagonisti» ha sottolineato, ribadendo che il modello organizzativo del partito è un «problema enorme». «O siamo schiacciati su Renzi o siamo troppo aggressivi e in questo modo confondiamo i nostri elettori». Per questo l'ex ministro, secondo il racconto di alcuni parlamentari che hanno partecipato alla riunione, avrebbe ribadito la necessità di uno choc organizzativo e di rimettere tutto in mano agli elettori in modo da avere quadri dirigenti «eletti dal basso». «Altrimenti – è stata la sua analisi – saranno i nostri alleati a trascinarci alle primarie. Noi, invece, dobbiamo anticiparli, per questo ho posto da mesi il tema delle primarie». Ma a Raffaele Fitto non è andata giù soprattutto «l’investitura» che Berlusconi ha fatto di Matteo Salvini come leader del futuro centrodestra. «Se c’è qualcuno più bravo io sono pronto a farmi da parte – si è sfogato – Ma tu non puoi indicare come centravanti uno che non è del tuo partito». Uno, ha proseguito ancora l’eurodeputato di Forza Italia, con il quale ci siamo alleati in Emilia Romagna e che ci ha fatto perdere. «La sconfitta poteva essere immaginabile, ma la sua dimensione è enorme – ha attaccato – È una sconfitta che deriva da errori fatti nella costruzione delle alleanze e nella scelta delle candidature». «In Emilia siamo stati delle comparse – ha proseguito – regalando la candidatura alla Lega di Matteo Salvini, senza averne discusso prima all'interno del partito». Accuse alle quali Berlusconi ha replicato provando a correggere le sue parole sul giovane capo della Lega: «Le mie parole su Salvini sono state strumentalizzate, non ho mai detto che lui è il futuro leader, ho solo detto che è uno dei potenziali leader». Basterà per tranquillizzare Raffaele Fitto? Oggi, intanto, l’eurodeputato prima vedrà il Cavaliere e poi sarà al convegno che ha organizzato contro il governo e contro le tasse. Un incontro che precede di due giorno il «no tax day» ufficiale di Forza Italia. Ma Fitto non è stato l’unico ad attaccare Berlusconi. Accuse sono arrivate anche da Daniele Capezzone che ha ribadito le critiche sui risultati in Emilia Romagna e Calabria: «Sono l'anticamera della sparizione – ha commentato – Siamo vicini a "quota Martinazzoli", quell'11% che portò un partito alla sparizione. Come chiediamo una scossa per l'economia, così dobbiamo darci una scossa all'interno. Chi dice "tutto va bene madama la marchesa", lavora per farci abbandonare il campo». «Forse alcuni – ha rimarcato – non ricordano che nella storia le forze politiche possono sparire». Critiche infine anche alla strategia del Cavaliere per quello che riguarda la strategia in televisione: «La nostra comunicazione in questi mesi è stata debole e inefficace, in tv ci vanno sempre gli stessi, dai poco spazio ai tuoi». Secca la replica di Berlusconi: «Non ho alcun potere di influenzare i programmi delle mie reti televisive, del resto non ho mai interferito e mai lo farò».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.