Politica

M5S, espulsi altri due deputati. Fuori Paola Pinna e Massimo Artini

Accusati di non aver rendicontato le spese, la consultazione sul blog decreta la loro cacciata. Intanto si scopre che altri 15 deputati rischiano l'esclusione

Avanti un altro. O altri due. Il tribunale popolare è impietoso. Chi non rendiconta è fuori. Eliminato. Questa è la regola delle regole in casa Grillo. Il leader del MoVimento 5 Stelle apre le votazioni online sulla proposta di cacciare dal Movimento i deputati Paola Pinna e Massimo Artini. E i militanti del MoVimento iscritti al blog di Beppe Grillo hanno votato "sì". Al sondaggio hanno partecipato 27.818 iscritti certificati. I "sì" sono stati 19.436 pari al 69,8%, i "no" 8.382, pari al 30,2%. "Chi non restituisce parte del proprio stipendio (come tutti gli altri) viola il codice di comportamento dei cittadini parlamentari M5S, impedisce in questo caso a giovani disoccupati di avere ulteriori opportunità di lavoro oltre a tradire un patto con chi lo ha eletto. Un comportamento non ammissibile in generale, ma intollerabile per un portavoce del M5S", questo il capo d'imputazione. "Quindi valuta: sei d'accordo - si era chiesto ai militanti - che Pinna e Artini  NON possano rimanere nel Movimento 5 Stelle?". Grillo aveva postato poi sul blog la mail inviata dallo staff al deputato Artini. Al deputato toscano i vertici penstastellati rimproverano di aver adottato "un sistema di rendicontazione personale dove mancano all'appello 7.000 euro". "Questa rendicontazione non verrebbe da noi pubblicata in quanto, prima di tutto il metodo di calcolo non è uniforme a quello utilizzato dagli altri suoi colleghi e in secondo luogo, dai documenti allegati, si evincono le seguenti incongruenze: al 31/12/2013, dalla sua precedente rendicontazione, si nota che lei ha accantonato 6.926,19 euro che poi, nella documentazione inviataci, a gennaio 2014 spariscono. Mensilmente viene restituita solo parte dell'indennità. L'eccedenza di diaria e gli altri rimborsi viene interamente accantonata". "Pertanto i file non verranno pubblicati e al fine di evitare incongruenze ed errori invitiamo ad usare" il sito di rendicontazione accessibile dal blog. Tra gli eretici del MoVimento ci sono altri 15 deputati M5S, oltre ad Artini e Pinna, che non hanno rendicontato le spese. Il dato emerge consultando l'area ad hoc sul blog del leader 5 stelle dedicata alla rendicontazione dei parlamentari. Mancano gli aggiornamenti delle spese e dei versamenti al fondo per le Pmi di Marco Baldassare, Sebastiano Barbanti, Eleonora Bechis, Silvia Benedetti, Paolo Bernini, Federica Daga, Marta Grande, Mara Mucci, Girolamo Pisano, Aris Prodani, Walter Rizzetto, Gessica Rostellato, Samuele Segoni, Patrizia Terzoni, Tancredi Turco. Ora, dentro e fuori il Movimento, c'è chi si chiede se anche per loro sia pronto il cartellino rosso, che oggi è toccato a Pinna e Artini. In realtà, la maggior parte dei ritardatari - oltre agli stessi Pinna e Artini - assicura di aver regolarmente restituito i soldi non spesi, ma di aver rendicontato tutto su Fb o sui proprio blog personali. Commentando a caldo l'espulsione, la stessa Paola Pinna ha detto: "È un'esecuzione sommaria, ma non potevano trovare un pretesto peggiore di questo. I bonifici ci sono, li trovano sul mio blog e su Facebook". Negli ultimi tempi, infatti, si erano verificati dei cambiamenti: la rendicontazione era passata dalla gestione dello stesso Artini - l'informatico del gruppo - al blog di Grillo. Così alcuni avevano chiesto chiarimenti. Il metodo delle purghe, poi, inizia ad alimentare un'area di dissenso dentro il MoVimento. Il malumore per la cacciata - decretata dal voto on-line, ma decisa prima dall'alto - travolge i 5 Stelle in modo trasversale. L'espulsione di Artini e Pinna investe "come un fulmine a ciel sereno" i 5 stelle, ammette dispiaciuto il deputato Filippo Gallinella. Li investe in un momento in cui, lamentano in tanti, era necessario invece discutere del risultato deludente alle Regionali e dei problemi legati alla comunicazione piuttosto che tornare sul tema di espulsioni legate a rendicontazioni e scontrini. E la delusione e l'amarezza è di tanti, anche tra coloro che non sono mai stati considerati dissidenti o voci critiche. E c'è chi, pur non volevo prendere decisioni "affrettate", sta pensando seriamente di lasciare. Ciò che stavolta tiene unite anime anche diverse tra loro è la violazione delle regole: il fatto che, come viene sottolineato da più parti, il blog abbia deciso di votare per l'espulsione dei due deputati senza nessun passaggio in assemblea. E il regolamento dei 5 stelle a Montecitorio prevede che prima vi sia il passaggio in congiunta. Ad aggravare la situazione c'è il fatto che i due deputati espulsi abbiano in realtà fatto i bonifici anche se hanno pubblicato le cifre delle rendicontazioni sui loro siti personali. E oggi, subito dopo l'affondo del blog, hanno postato su Facebook i bonifici per dimostrare che quelle dette su di loro erano "falsità". C'è chi si dice "incaz...o" perché, spiega, "mi sto spaccando per cercare di risolvere i problemi del mio paese, per questo sono in Parlamento, e questi giocano con la nostra pelle". C'è chi spera comunque che ci sia un'azione "coordinata del gruppo dei pensanti", così come vengono definiti. "Io seguirò i pensanti" dice un deputato 5 stelle molto a disagio con gli ultimi sviluppi.

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