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Il bluff Ue, solo 21 miliardi per la crescita

«L'Europa sta voltando pagina dopo anni di sforzi per promuovere la credibilità fiscale e le riforme». Con toni trionfalistici il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha...

«L'Europa sta voltando pagina dopo anni di sforzi per promuovere la credibilità fiscale e le riforme». Con toni trionfalistici il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha presentato alla plenaria del Parlamento europeo il piano per mettere in moto 315 miliardi di investimenti. In realtà il piano prevede solo 21 miliardi, 8 dei quali tra l’altro costituiti da risorse «riallocate». Il compito di moltiplicarli per 15, trasformandoli in investimenti per 315 miliardi in grado di aumentare il prodotto interno lordo dell’Unione «dai 330 ai 410 miliardi e creare 1,3 milioni di posti di lavoro in più all’anno», è lasciato all’effetto della leva finanziaria. I privati dovrebbero essere incentivati a metterci i soldi per il fatto che il rischio maggiore degli investimenti si sposta sulle garanzie pubbliche. Il vantaggio per i Paesi sarebbe l’esclusione dei contributi dal calcolo del patto di Stabilità, ovvero non contribuirebbero a determinare l’aumento del deficit e del debito. Il ridimensionamento del piano spiega lo scarso entusiasmo mostrato dal ministro dell’Economia Padoan che frena sulla partecipazione dell'Italia con risorse proprie. «Il governo non ha ancora esaminato l’ipotesi di conferire risorse al Fondo, perché non sappiamo come funziona. E bisognerà capire quali saranno i criteri di ripartizione di queste risorse, non tanto verso i Paesi quanto verso i progetti». E ammette: «Le aspettative dei cittadini sono crescenti ma è crescente anche il rischio di una delusione». La presentazione del piano ha suscitato una valanga di critiche. A cominciare da uno dei più convinti difensori dell’Europa. Romano Prodi mostra scetticismo sulle reali possibilità dell'avvio di politiche orientate alla crescita in Europa. «Il disegno che un anno fa pensavo possibile, avere una dottrina economica rivolta alla crescita, non ha più possibilità. Gli Usa hanno versato 800 miliardi di dollari, la Cina quasi 600 miliardi. Qui l'uscita dalla crisi è più difficile perchè nessuna decisione è stata presa». Il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni svela il bluff del piano di Juncker. «Scopriamo che il piano di 315 miliardi della Ue è in realtà un piano di 13 miliardi, con la speranza che il resto lo mettano i privati». Per Forza Italia il piano «appare insufficiente, se si considerano le risorse effettivamente disponibili e non quelle solo annunciate, e rappresenta una inequivocabile ammissione degli errori del passato compiuti dalla UE».

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