Politica

Federsanità, presentato il rapporto che riorganizza il percorso di cura dei malati cronici di Bpco

Ai pazienti sarà garantita la miglior risposta alla malattia e alle Aziende sanitarie il miglior costo

AREZZO La «prima volta» per l’Italia è ad Arezzo. A creare le condizioni giuste ci ha pensato Federsanità Anci. A fare da «gancio» l’obiettivo condiviso in materia di cure: garantire ai pazienti una migliore risposta alla malattia e alle Aziende sanitarie il miglior costo. Utopia? «No, è il futuro della gestione della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), malattia caratterizzata da un'ostruzione irreversibile delle vie respiratorie»: lo pensa Lorenzo Terranova, responsabile Centro Studi Federsanità Anci. Lo conferma il Rapporto Bpco e lo condividono per la prima volta (appunto), partner istituzionali e privati, riuniti attorno a un tavolo di lavoro per mappare la gestione della patologia, alla luce dei modelli organizzativi e gestionali. Ma l’intenzione è anche quella di proporre standard minimi di procedura e pianificazione. A mettere tutti d’accordo i 18 indicatori condivisi da Fimmg, Simg, Aipo, Simer, Aimar, Asl, Ministero della Salute, Agenas e Conferenza Stato Regioni. Se ne parla al 9° Forum Risk Management in Sanità. Iniziato ieri, si conclude venerdì, ma nel mezzo c’è tanta voglia di far chiarezza sulla Bpco, troppo spesso confusa (e impropriamente trattata) con l’asma. «La Bpco è la quarta causa di morte, superando la mortalità per cancro», sottolinea Enrico Desideri, direttore generale Usl 8 Arezzo e coordinatore del Forum DG. «La vera sfida del nostro SSN è offrire prestazioni eque, costruendo un modello di finanziamento basato sui risultati. Garantendo ai pazienti assistenza e terapia meno invasiva, definendo il «costo terapia» (farmaci, ossigenoterapia, servizi sociosanitari, etc) a vantaggio della sua gestione», sottolinea Terranova che auspica la creazione di una «rete» comunicativa tra il medico di base e le Asl per lavorare «sartorialmente».

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