Politica

Renzi da Napolitano: sulle riforme percorso condiviso

Colloquio di un'ora sul futuro dell'Italicum e della riforma del Senato. Presente il ministro Boschi

Il giorno dopo lo showdown tra i democratici, il Colle cerca la quiete nella tempesta delle riforme. Il presidente del Consiglio, accompagnato da Maria Elena Boschi, viene ricevuto in mattinata dal Capo dello Stato, per un'ora di colloquio che arriva in un momento di massima tensione dentro e tra i partiti che sostengono il governo e all'opposizione, dopo lo sconquasso nel Pd per la spaccatura sul Jobs Act (approvato ieri alla Camera con la defezione dal voto di 40 deputati dem) e quello in Forza Italia per il risultato catastrofico nelle regionali in Calabria e Emilia-Romagna. La rivolta contro il Cav guidata da Raffaele Fitto e la diffusa presa d'atto della necessità di una strategia da rivedere, fa temere il peggio per la tenuta del patto del Nazareno. Nonostante l'atteggiamento troppo ondivago degli scorsi mesi – come gli è stato rimproverato da Denis Verdini, “plenipotenziario” nella gestione dei rapporti di FI con Renzi – Berlusconi sembra non intenzionato a rompere i patti sulle riforme istituzionali. Anche perché nei suoi obiettivi c'è da modificare la legge Severino e da affrontare la successione di Giorgio Napolitano, pronto a lasciare il Quirinale. In gioco c'è il futuro della riforma del Senato e l'approvazione dell'Italicum. Oggetto che – nella versione ufficiale fornita dal Quirinale – è stato al centro dell'incontro proprio tra il presidente della Repubblica e il capo del governo. Alla sua permananenza al Colle, d'altronde, Napolitano - quando aveva accettato il secondo mandato - aveva espressamente legato il completamento del percorso di riforma istituzionale (in primo luogo con l'approvazione di una nuova legge elettorale). Alla luce delle dimissioni che sembrano imminenti, non è azzardato pensare che il Capo dello Stato voglia rassicurazioni nel merito. Con Renzi ha parlato delle riforme, da far ripartire e da seguire con attenzione, metodo e cura di qui ai prossimi mesi. Anche con un certo ordine. E soprattutto seguendo un percorso che possa essere il più condiviso possibile da tutte le forze in campo. Questo il testo della nota di resoconto: "E' stato ampiamente esposto il percorso che il governo considera possibile e condivisibile con un ampio arco di forze politiche per quello che riguarda l'iter parlamentare dei due provvedimenti fondamentali già a uno stato avanzato di esame". In altre parole Renzi ha spiegato come intenda muoversi riguardo la riforma del Senato (approvata in prima lettura da Palazzo Madama e ora a Montecitorio) e l'Italicum (a sua volta al Senato, dopo essere stato approvato dalla Camera mesi fa). "Un percorso - conclude la nota - che tiene conto di preoccupazioni delle diverse forze politiche, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra legislazione elettorale e riforme costituzionali". Come dire: sono state date rassicurazioni sul metodo, che dovrà vedere il massimo coinvolgimento del maggior numero possibile di forze politiche. Ma anche sul fatto che dovrà trattarsi di una riforma equilibrata, fatta in modo organico per portare ad un nuovo sistema costituzionale omogeneo in ogni sua parte. Il percorso, pare di capire, dovrà essere il più rapido possibile, e condiviso. Non si vogliono strappi, pericolo paventato dai rumors del dopo-voto regionale. Questo è un aspetto della questione che, da sempre, sta a cuore al Colle. Continuano però le fibrillazioni all'interno del Pd e di Forza Italia. Nel Pd l'opposizione si sente offesa per gli apprezzamenti del presidente Matteo Orfini, che ha definito i suoi esponenti delle "prime donne". Mentre Pier Luigi Bersani lancia un avvertimento: "La nostra gente non vuole scissioni, ma Renzi non faccia finta di nulla". Raffaele Fitto, sul versante azzurro, si rivolge a Berlusconi chiedendo “rispetto", e primarie per tutti.

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