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L’Ocse sbugiarda Matteo: ma quale crescita, l’Italia è immobile

L’Italia cresce piano per non dire che è praticamente immobile. Il verdetto viene dall’Ocse nel suo ultimo report con i dati di gennaio. Il 2015 sarà ancora un anno molto timido e una ripresa più consistente ci sarà nel 2016, trainata dal ritorno degli investimenti e del buon andamento delle esportazioni. L’Ocse pubblica il suo outlook semestrale e conferma le difficoltà dell’Italia, sforbiciando ancora le stime. Alla fine del 2014 il Pil, scrive l’organizzazione con sede a Parigi, sarà sceso dello 0,4%, con un calo dello 0,5% nell’ultimo trimestre. Per il 2015 è atteso un modesto +0,2% rispetto alla precedente indicazione in salita dello 0,5% e la ripresa partirà a ritmo ridotto perché dovrebbe affacciarsi solo nel corso del secondo semestre. Vuol dire che fino a giugno continueremo ad arrancare. Segni di miglioramento da luglio in avanti fino a ottenere per il 2016 un +1%. Un andamento simile a quello dell’Eurozona, anche se a velocità ridotta. L’area euro infatti chiuderà il 2014 a +0,8% per crescere dell’1,1% nel 2015 e dell’1,7% nel 2016. Non sono certo dati molto confortanti. Dimostrano che senza uno choc l’Italia proseguirà al piccolo trotto. «La corsa dell’economia globale resta lenta» scrive Catherine L. Mann, capo economista dell’Ocse, che individua nell’Europa il freno principale: la disoccupazione resta altissima e il tasso di inflazione continua ad essere molto lontano dall’obiettivo. In Italia, «la disoccupazione comincerà a diminuire nel 2016, ma resterà a livelli elevati, mentre gli aumenti dei salari sembrano destinati a rimanere modesti». Si stima un tasso di senza lavoro al 12,4% nel 2014, 12,3% nel 2015 e 12,1% nel 2016. Ma giunge anche un incoraggiamento al nostro governo. Non solo per l’apprezzamento delle riforme ma anche per la svolta imposta rispetto alle politiche di austerità volute dalla Ue. «Il ritmo di riassetto strutturale dei conti più lento rispetto agli impegni precedenti proposto da Francia e Italia nelle loro leggi di bilancio 2015 pare appropriato», perché «può dare alle riforme strutturali già concordate e alle politiche monetarie accomodanti una possibilità di rilanciare l’attività economica», scrivono gli analisti dell’organizzazione parigina. «In Italia è stata appena annunciata una vasta riforma del mercato del lavoro» e l’Ocse apprezza «la coraggiosa presa di posizione assunta dal premier» per superare tutti gli ostacoli ha puntualizzato il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, nel corso della conferenza stampa di presentazione delle nuove stime di crescita dell’organizzazione di Parigi per le principali economie dell’eurozona.

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