Politica

Lettere e polemiche

La Boldrini sul «Daspo» risponde solo a metà

Sul caso del dipendente del gruppo del MoVimento 5 Stelle, punito con il «Daspo» (non potrà «transitare» più alla Camera se non nel palazzo dove si trova il suo ufficio), la presidente di Montecitorio Laura Boldrini ha preso carta e penna e scritto al presidente del M5S Alessio Villarosa. La Boldrini ricorda che l’11 novembre l’ufficio di presidenza ha deciso di punire in questo modo il dipendente, che ha aiutato cinque attivisti di Greenpeace a esporre uno striscione dalla tribuna stampa. «Confidando sulla Sua fattiva collaborazione, auspico che analoghi espisodi non abbiano a ripetersi», conclude la Boldrini. Una risposta che non ha convinto Mattia Villarosa. Il deputato ha risposto alla presidente: «Chiedo di conoscere le motivazioni del provvedimento del Collegio dei questori in merito, i criteri adottati, quindi la normativa di riferimento, regolamentare, precedenti etc., e soprattutto chiedo di essere audito quale presidente del Gruppo nonché capo del personale dello stesso, dall’ufficio di presidenza e dal Collegio dei questori affinché sia garantito un minimo contradditorio tra le parti». Anche l’attuale capogruppo, Andrea Cecconi, ha protestato con una lettera al responsabile del Servizio Sicurezza, Mencarelli.

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