L e premesse che avrebbero condotto a questa deriva erano tutte presenti: una campagna elettorale per nulla emozionante ed entusiasmante, l’assenza di un messaggio aggregante che animasse la discussione del popolo calabrese intorno ai temi più cogenti della loro terra, l’incapacità di veicolare presso gli elettori i progetti (quando presenti) e le idee dei candidati. Insomma si potrebbe dire che ciò che è mancata complessivamente è stata la costruzione di un sogno che riavvicinasse i calabresi ai grandi temi della politica. Oliverio, vecchio comunista, pur con la sua apprezzabile esperienza in campo amministrativo, non rappresenterà il miglior messaggio con cui la Calabria parla al Paese. Wanda Ferro, pur titolata per competenza e passione, ha smarrito il suo valore aggiunto nelle contraddizioni e nella insanabile litigiosità interne al partito che l’ha espressa. Un partito, quello di Forza Italia, che ha perduto lo spirito aggregante che lo aveva condotto ai successi ottenuti in passato, che non erano il frutto di un’idea trascinante concepita ed ispirata dal livello centrale, ma lo sforzo di una classe dirigente locale che era stata in grado di affascinare con il suo progetto i calabresi. A Wanda, poi, è mancato il coraggio della scelta, del discernimento selettivo che avrebbe dovuto orientarla non a prendere le distanze rispetto all’Amministrazione precedente, ma, responsabilmente, ad esaltarne le luci e, con altrettanto coraggio, a soffocarne le ombre. Quanto, poi, ad Alternativa Popolare, espressione di Ncd più Udc, in questo quadro dalle linee inesorabilmente confuse, non s’avvede che rispetto al risultato delle Elezioni Europee, a parità di votanti, l’aggregazione ha perduto circa un terzo del proprio elettorato conseguendo un ribasso di quasi venti mila preferenze. Ciò dimostra e attesta ancora una volta come la guida di Gaetano Quagliariello sia inadeguata. In Calabria, infatti, oggi sono solo 3 i rappresentanti del NCD a fronte di 19 (su 50) tra Consiglieri e Assessori della passata Amministrazione. Questo è il quadro, che colloca la Calabria in una situazione di difficoltà e disagio. E rappresenta l’inesorabile sconfitta dello Stato e della democrazia.
La scelta del meno peggio
Le premesse che avrebbero condotto a questa deriva erano tutte presenti: una campagna elettorale per nulla emozionante ed entusiasmante, l’assenza di un messaggio aggregante che animasse la...