«Berlusconi? Ha fatto il suo tempo. Non c’è più. E non solo lui. Lo dimostra la disaffezione della gente che non vota più perché non si riconosce in nessuno dei leader politici. Serve un progetto forte di rilancio. Altro che partito unico di Renzi». Con un uno-due senza mezzi termini, Corrado Passera, liquida la politica attuale e lancia la terza fase del suo movimento ItaliaUnica che sta già raccogliendo nel Paese le adesioni e le persone per scendere definitivamente in politica. «Entro gennaio il partito e poi le elezioni comunali, come da programma. Era necessario saper aspettare il tempo giusto» dice Passera a Il Tempo È Passera dunque l'uomo nuovo per l'Italia? «Berlusconi ha esaurito la sua spinta. Il centrodestra che ha guidato negli anni 2000 ha lasciato il Paese in macerie. Ci ritroviamo con una montagna di tasse e di spesa pubblica che ci strangola». Ora è Renzi che sta ricostruendo il Paese. «Renzi sa che il suo bluff sta finendo. Le sue riforme non si concretizzano e, comunque, non cambiano nulla. Stiamo consegnando il Senato ai consigli regionali invece di semplificare veramente e avere un’unica Camera. La legge di Stabilità non prevede crescita ed è lo stesso governo a scriverlo, aumenta sia le tasse che la spesa pubblica. Altro che ripartenza, l’Italia sta andando purtroppo malissimo. Ci sono 10 milioni di cittadini che non hanno lavoro. La realtà è dura, la gente ha paura e in questo buco nero cresce l’estremismo». Passera può essere la soluzione. Ma sa quanti capitani d'impresa gli italiani hanno già visto scendere in campo? «Sì. Anche per questo costruiremo una grande squadra. Ma pochi hanno rinunciato alle loro carriere per servire il Paese. E io porto l’esempio della trasformazione del pezzo più malandato della Pa: le Poste. L’abbiamo cambiata pensando al servizio al cittadino e con il confronto con i sindacati. Gli stessi ai quali il premier ha sbattuto la porta in faccia». Va bene. Lei arriva al Governo. In concreto cosa fa? «Uno stimolo forte all’economia con uno choc da 500 miliardi. Esecutivo con 12 ministri e più poteri al presidente del Consiglio. Semplificazione istituzionale con un unico livello amministrativo tra i Comuni e lo Stato». Ma le province non ci sono più... «Non è vero, ci sono ancora. E Renzi non sa come liberarsene. Anche questo testimonia l’incompetenza di chi governa il Paese. Io penso invece a grandi aggregazioni di aree provinciali all’interno delle quali eliminare tutti gli enti intermedi che intasano l’Italia». Sta dicendo che le regioni devono essere abolite? «Sono dei macroaggregati che non hanno alcun rapporto diretto con i cittadini. Bisogna avere il coraggio di ripensarle» Altri punti dei suoi primi 100 giorni a Palazzo Chigi? «Per togliere almeno 50 miliardi di tasse a imprese e famiglie introduciamo sul serio i costi standard non solo nella sanità e vendiamo o chiudiamo tutte le 10 mila partecipate pubbliche». Di vendita del patrimonio pubblico si parla da 20 anni. Nessuno ci è mai riuscito? «Se non si ha idea di quello che si ha e non si conosce il mercato, si vende male. Vogliono quotare le Ferrovie senza separare i servizi di trasporto dalla gestione della rete: vendessero l'Alta Velocità e con il ricavato ammodernassero i trasporti dei pendolari! Vogliono quotare le Poste i cui risultati dipendono da decisioni amministrative invece di cedere le attività di mercato. Parlano di quotare l’Enav: i controllori di volo. Non sanno di cosa parlano. Poi c’è la scuola, la ricerca dove possiamo tornare a importare cervelli, ai beni culturali e il turismo» Torniamo alla politica. Sarete pronti per le comunali. Con chi vi alleate? «Noi andiamo da soli. Con questo non vuol dire che non ci possiamo alleare con liste civiche. Ma noi partiamo dal territorio ed è da lì che cominciano a misurare la nostra forza». Anche a livello nazionale? «Attendiamo di vedere come sarà la legge elettorale, ma ci saremo» Non pensa che il leader della Lega possa rubarle spazio nel centro destra? «Salvini è in parte il prodotto del disagio degli elettori che oggi non trovano un’offerta politica che possa essere nuova, ambiziosa e maggioritaria. Pensa davvero che i grandi problemi internazionali del Paese possano essere risolti dalla Lega? La vedo dura».
«Il Cav? Finito. Renzi? Un bluff Adesso tocca a ItaliaUnica»
Filippo Calerif.caleri@iltempo.it «Berlusconi? Ha fatto il suo tempo. Non c’è più. E non solo lui. Lo dimostra la disaffezione della gente che non vota più perché non si riconosce in nessuno dei...
