Politica

Calabria, la roccaforte che non c’è più

Una volta granaio di voti per la destra, oggi finisce in mano alla sinistra. Nel confronto con le Regionali del 2010, la coalizione berlusconiana ha perso quasi mezzo milione di voti

Slitta a oggi il dato definitivo delle regionali in Calabria. In 2 sezioni sono state infatti riscontrate incongruenze sui dati. Il Viminale ha quindi disposto una verifica che sarà fatta oggi in Tribunale a Cosenza. Intanto c’è una prima certezza. In Calabria Mario Oliverio è il nuovo presidente della Regione con una percentuale del 61,4%. Wanda Ferro, candidata del centrodestra, si attesta al 23,6%. Nico D’Ascola (Ncd-Udc) l’8,7%. In Regione il centrodestra ha letteralmente dilapidato un patrimonio. La Calabria era una delle proprie roccaforti, avendo conquistato rapidamente Reggio e la Regione grazie alla forza trainante di Giuseppe Scopelliti. Di quel patrimonio elettorale resta ben poco. Quasi un terzo dei voti. Il centrodestra aveva vinto nel marzo del 2010 con il 57,7% e oggi la Ferro si ferma a quota 23,6. Allora i voti per il candidato presidente della coalizione berlusconiana furono 614mila, oggi sono 188mila: quasi mezzo milione di voti svanito. Per quanto riguarda le liste, il raffronto con le precedenti Regionali di quattro anni e mezzo fa non è possibile perché il centrodestra allora si presentò sotto le insegne del Pdl. Le elezioni confrontabili, per quanto possibile, sono quelle Europee di maggio scorso. Rispetto ad allora Forza Italia perde circa sette punti percentuali (passando dal 19 al 12). Mentre Nuovo centrodestra, il partito nel quale inizialmente era confluito proprio Scopelliti, assieme all’Udc ne perde tre, dall’11 all’8. Tuttavia si tratta di uno dei migliori risultati ottenuti dall’alleanza alfano-Casini. Il nuovo presidente, Oliverio, appare subito determinato: «Adesso dobbiamo ricostruire e rimettere in piedi la Calabria, aprendo una fase nuova». «È stato un risultato straordinario - ha aggiunto - ed il consenso largo che i calabresi ci hanno tributato rappresenta un grande atto di fiducia. Siamo consapevoli della responsabilità che si carica su di noi. La situazione economica e sociale della Calabria è grave. La nostra regione è in ginocchio. La disoccupazione ha raggiunto livelli preoccupanti. Il reddito pro capite della Calabria è all’ultimo posto, con uno scarto notevole finanche rispetto alla penultima della graduatoria. La povertà si è allargata nell’ultimo anno di oltre il 30%, come ci ha ricordato la Svimez». «A fronte di questa situazione grave - ha detto ancora Oliverio - l’Ente Regione non è stato in grado di utilizzare le risorse dell’Unione europea, che rischiano di essere restituite. Lo stato dei servizi, a partire dalla sanità e dalla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, è in una condizione di grave difficoltà. I rifiuti, in particolare, rappresentano un’emergenza strutturale che la precedente amministrazione ha spostato a dopo le elezioni, con un provvedimento adottato ad hoc». «Per rimettere in piedi la Calabria - ha concluso - metteremo in atto la determinazione necessaria, con le riforme che la situazione richiede, a partire dall’utilizzazione delle risorse comunitarie per creare lavoro, sostenere le imprese e rilanciare l’economia. Ci metteremo subito al lavoro perchè la Calabria non può attendere. E lo faremo a partire dall’incontro con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi il 28 novembre in occasione della sua già programmata visita in Calabria». Non ha suscitato particolari polemiche invece il dato sull’affluenza, pure piuttosto basso: 44%. Ma, in controtendenza storico, comunque più alto dello stesso dato dell’Emilia, fermo invece sette punti più basso.

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