Politica

La rottamazione azzurra agita il centrodestra

Malumori in FI per la selezione dei giovani. Toti reagisce: «Basta ingrati attaccati alle poltrone»

Non c’è pace per Forza Italia. Non bastasse il difficilissimo turno elettorale in Emilia e Calabria, ad agitare le acque in casa azzurra è l’incontro svoltosi sabato a Villa Gernetto tra Silvio Berlusconi e 25 giovani «selezionati» da Giovanni Toti, Annagrazia Calabria e Alessandro Cattaneo. Una «lezione» di politica che non è andata giù a qualche parlamentare, sempre più convinto che Berlusconi voglia disfarsi della vecchia guardia dirigente di Forza Italia per affidarsi esclusivamente a fedelissimi e volti nuovi. Accuse messe nero su bianco dall’ex tesoriere del Pdl Maurizio Bianconi. Alle quali, però, ha risposto con toni molto piccati Giovanni Toti. «Francamente non si sa se sorridere amaramente o disperarsi di fronte a caricaturali descrizioni dell’azione politica di Forza Italia fornite da importanti dirigenti che dovrebbero avere a cuore il nostro movimento» ha esordito l’europarlamentare. «Elencare in modo confuso elementi diversi ed eterogenei per confezionare un indigeribile minestrone di critiche - scrive Toti - è ingeneroso per chi dal nostro movimento ha avuto ben più di altri che meritavano forse quanto lui». «Scagliarsi contro ogni percorso di rinnovamento del nostro movimento - è la conclusione - suona come la difesa di rendite di posizione di chi, ormai in Parlamento evidentemente da troppo tempo, ha spesso contribuito a impedire, negli anni passati, quel fisiologico ricambio che, lungi da essere una rottamazione, garantisce tuttavia un ringiovanimento costante della classe dirigente». Un vero e proprio «j’accuse» contro i poltronisti che, però, non rappresenta l’unico incidente diplomatico dopo l’incontro dell’ex premier con le nuove leve azzurre. «Colpa» di Fabrizio Cicchitto, che, nonostante si sia trasferito nel Nuovo Centrodestra, non si esime dal commentare le vicende del suo ex partito: «Villa Gernetto come Cinecittà negli anni ’50 di De Sica - scrive su Twitter - volti nuovi per il cinema». La replica arriva dalla deputata azzurra Deborah Bergamini: «Cicchitto di anni '50 se ne intende. È più o meno da quegli anni che fa il politico». Inevitabile la controreplica dell’esponente di Ncd: «Non capisco proprio perché la Bergamini, evocando me e gli anni '50, attacchi così, obliquamente, Berlusconi». Proprio quel Berlusconi che, tentando di ignorare le faide nel partito e nell’intero centrodestra, prova a volare più alto e concentrarsi sui contenuti. Ieri, in un collegamento telefonico con Treviglio, per un manifestazione elettorale in provincia di Bergamo, l’ex premier ha nuovamente attaccato il governo: «Ci troviamo di fronte a un diluvio fiscale su famiglie, imprese e pensionati. Così non si può andare avanti» ha detto. «In questo modo si sta mettendo in crisi il tessuto produttivo nazionale, per questo noi reagiremo scendendo in piazza sabato 29 novembre per il nostro "no tax day"».

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